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Dalia, troia d'estate - cap,13: il condominio
Data: 25/02/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: DonEladio
... o una bimba di cinque anni che veniva ad aprirgli la porta domandandogli cosa voleva. Poi, cominciò a capire la frequenza degli incontri e cominciò ad appostarsi nei momenti giusti: una volta suonò al nostro citofono poco prima dell’orario in cui aspettavamo Alfio, e si ritrovo davanti Dalia completamente nuda sui suoi tacchi da troia, appena uscita dalla vasca da bagno, tutta profumosa, incremata, acconciata e truccata come una puttana. Rimase inebetito a fissarla mentre lei, sfacciata e senza pudore alcuno, rimase impassibile in bella mostra di fronte ai suoi occhi increduli, chiedendogli di cosa avesse bisogno; incredibile come non più di un anno prima dovessi sudare sette camicie per farla esibire un po’, e adesso guardatela come si offre come mamma l’ha fatta agli sguardi voraci del nostro vicino di casa ultrasessantenne. Quando questi riuscì a biascicare che era venuto a ritirare il tal modulo per le spese condominiali, mia moglie si voltò di spalle e si chinò a novanta gradi sul mobiletto all’ingresso per raccogliere quanto richiesto, offrendogli così, casomai non bastasse lo spettacolo dato fino a quel momento, ampia visione del suo culo e della sua passera. Dopo aver consegnato il foglio rimase ancora in piedi davanti a lui, “Serve qualcos’altro?”, con un braccio appoggiato allo stipite e l’altro appoggiato su un fianco, mettendogli praticamente le tette in faccia grazie ai tacchi alti e alla statura non certo elevata dell’anziano signore. Poi, quando questi stava ...
... quasi per scrollarsi dalla bambola e dire qualcosa, lo liquidò “Beh, allora se è tutto la saluto, sa, aspetto ospiti…” e gli chiuse la porta in faccia. Ormai giocava con quel povero vecchio come un leone con la preda, facilitata dal carattere remissivo e adorante della sua povera vittima. Beh, la povera vittima adesso era di fronte a me in questo momento, alla porta di casa mia, e nonostante gli parlassi, questi cercava insistentemente di lanciare lo sguardo oltre le mie spalle alla ricerca di mia moglie; non avevo dubbi sul fatto che avesse origliato attaccato al muro di casa la sera e la notte precedente, e adesso era venuto a reclamare la sua piccola parte di soddisfazione. Lo trovai buffo, come sempre, nonostante comprendessi perfettamente che mi stava dicendo che eravamo in ritardo con il pagamento delle spese condominiali. Mentre cercavo di spiegargli che eravamo dispiaciuti dell’accaduto ma che da quando Dalia aveva perso il lavoro eravamo un po’ in difficoltà economiche, uno dei due camionisti uscì dalla camera da letto, nudo come un verme, grattandosi i testicoli; si guardò intorno per capire dove si trovava, poi aprì la porta del bagno e vi si infilò raggiungendo mia moglie; il sig. Gatti non fece in tempo a capire cosa stava succedendo che anche il secondo camionista uscì dalla camera da letto e, anche lui nudo come un verme, si recò al frigorifero chiaramente visibile dalla porta d’ingresso (abbiamo la cucina a vista), bevve a canna un notevole sorso di birra e, ...