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Un bel culo
Data: 10/03/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: Abidibbi
... occasionale compagno di viaggio andava e veniva dal banco del bar, lei aveva trovato una posizione che le permetteva di appoggiarsi allo strapuntino con quella parte del corpo in lei così sensibile. E si masturbava senza pensarci, mentre parlavano degli ultimi film o di altre cose senza interesse. L'uomo diceva delle cose che non si tenevano insieme, ma aveva una voce dolce. Continuava quella danza da una ventina di minuti quando lui le toccò la mano, con gentilezza, e lei ebbe un tale rivolgimento interno che fu presa dal terrore che il liquido caldo che sentiva scorrere ormai da un bel pò non facesse macchia sulla gonna di jeans. Sentì la glottide contrarsi come una bestia selvaggia pronta allo scatto. Sorrise, ritirò la mano, lui la riprese con un tremito e in quel momento il treno passò su uno scambio, scuotendo il suo contenuto come dadi da gioco. Il culo di Paola si spostò sullo strapuntino, mentre lui cadeva in avanti, con la mano libera si aggrappava al bordo del tavolino. Senti che l’alta si posava sulla mammella e le dita prenderle il capezzolo. L’eccitazione fu tale che Paola emise il suo verso. E lui come quell’altro la guardò come se lei le avesse vibrato una coltellata all’addome e se ne venne lì, come quell’altro, nei pantaloni. Paola aveva così iniziato a riflettere sull’altro attributo che il suo corpo nascondeva: il curioso verso che le veniva quando era eccitata, e al quale pareva che gli uomini non sapessero resistere. Cercò di imparare a ...
... controllarlo, ma non era sempre possibile. Una volta, in una gita del gruppo archeologico, un giovane studente di belle arti, con pochi peletti graziosi sul mento, aveva avuto nei suoi confronti attenzioni inequivocabili. L’aveva aiutata a salire e scendere le scalette di legno che portavano nelle trincee di scavo, le aveva spiegato il senso dei frammenti raccolti nella baracca dal tetto di lamiera che si trovava a margine dell’area, aveva bevuto esattamente le stesse cose che aveva chiesto lei al grill sull’autostrada e aveva preso un’ aria inebetita quando lei gli aveva annunciato che lo avrebbe lasciato solo per un momento, per andare alle toilettes. Nel gruppo delle donne che aspettavano lo aveva visto aggirarsi fra i banconi dell’autogrill come un cane randagio, lanciandole sorrisi al di sopra dei fogli di cellophane e delle uova di Pasqua. Aveva provato tenerezza per lui, e l’amica con la quale aveva deciso di partecipare a quella gita l’aveva osservata con aria complice di chi sa come va a finire. Aveva scherzato con lui in modo sempre più cordiale, come scaldandosi nel vedere il bel giovane completamente soggiogato dalla forza gravitazionale delle sue chiappe rotonde. Nella corriera, sulla via del ritorno, lui, sedutole vicino, non aveva saputo immaginarsi niente di meglio che una viscida manomorta. Lei si era concentrata sulla sua voce, decisa a trattenere il verso fatale, e poi aveva scostato la mano, ma lui era ormai violentemente eccitato e l’atteggiamento di lei, specie ...