1. Silvia Tornerà I - Voci di paese


    Data: 12/03/2021, Categorie: pulp, Autore: Orlando

    ... dalla fede a preservare la sua castità. Osvaldo, seminudo con le gambe scoperte e pelose simili a quelle di un eccitato animale in amore, proseguì il suo strusciamento sempre più veloce. Suor Celeste temette il peggio ma sembrò esserci ancora un barlume di coscienza nella testa dell'uomo che non osò sollevare l'abito della monaca e procedere oltre. Fu corretto dire che il velo salvò il culo di Suor Celeste. Poco dopo infatti sentì un lungo gemito dietro di lei. -*Ooooooohhhh…*- Le braccia villose che cingevano la monaca strinsero per un attimo la presa come se l'uomo alle sue spalle stesse provando un brivido intenso che fece per un attimo cedere le sue gambe. Abbondanti getti di sperma bianco piovvero sul nero tessuto dell'abito di suor Celeste che sentendo umido capì e provò un violento senso di vergogna che colorò le sue guance già ampiamente arrossate dalle sensazioni ricevute da tutti quei lascivi palpeggiamenti. Quando finalmente poté voltarsi verso di lui Suor Celeste vide la bocca dell'oste formare un sorriso mostrando i denti ingialliti di tabacco e provò un forte raccapriccio al pensiero di aver permesso ad un simile soggetto di divertirsi col suo corpo. Guardò il suo pene mezzo afflosciato col glande ancora umido mentre un'ultima goccia di sperma sgorgò fuori dalla sua uretra sotto i suoi occhi. Quando poi notò i folti peli pubici che coprivano i testicoli bagnati di liquido seminale la monaca non trattenne il disgusto allontanando il suo sguardo ed incamminandosi ...
    ... verso l'uscita. Pochi passi prima di raggiungere la porta che l'avrebbe condotta fuori Suor Celeste vide Caterina appostata nel corridoio che dava all'altra sala dell'osteria. Il suo sguardo parlava da solo, aveva visto quello che era appena successo. Sentirono tutt'e due la risata dell'oste, si guardarono entrambe negli occhi e condivisero per alcuni attimi tutto lo schifo che intimamente provavano per Osvaldo. Con silenzioso imbarazzo Suor Celeste aprì la porta e lasciò l'osteria con l'abito monacale macchiato di sperma sul didietro. Passarono alcuni giorni. Suor Celeste uscì dalla chiesa appena finita la messa di Don Gino, vide le solite fedeli anziane che sostavano come al solito in piazza. Il disgustoso ricordo di ciò che successe in osteria le fece ancora ribrezzo ma le parole dette da Osvaldo continuavano a riecheggiare nella sua mente. Possibile che Silvia fosse ancora “viva”? Davvero giravano strane storie su quella povera ragazza? La monaca decise di voler indagare un po' per sapere se queste improbabili dicerie erano davvero argomento di chiacchiericcio tra i parrocchiani. Si avvicinò ad un gruppetto di tre signore sulla sessantina, Suor Celeste riconobbe la signora Elsa, la regina del pettegolezzi in paese. Spesso infatti questa ricca signora organizzava partite di canasta nella sua villa in collina dove veniva dato libero sfogo alle malignità più selvagge. -*Oh, suor Celeste buongiorno. Oggi ho gradito molto la sermone di Don Gino.*- disse Elsa mentre le sue due ...
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