1. Davis è tornato


    Data: 21/03/2021, Categorie: pulp, Autore: Edipo

    ... scappato via per sottrarsi a quella schifosa ninfomane pervertita e non potevo certo biasimarlo. - Oh Davis, fai un altro regalo alla tua mammina. - Me ne sarei scappato il prima possibile. Il progetto era di farmi intestare o cointestare un conto corrente o di venire in possesso in qualche modo di una buona somma e fuggire lontano, magari in qualche isola dei Caraibi. Se potevo avere avuto qualche minimo scrupolo a ingannare una madre che aveva perso il figlio ora la troiona me lo aveva tolto. - State lontano da Satana - tuonava dal pulpito il pastore nella chiesa che frequentavo da bambino. Io ne ero rimasto lontano ma era lui che mi aveva cercato. La mattina del terzo giorno mi alzai spossato dopo un'altra notte di infinite richieste erotiche della vecchia. La trovai in cucina, beveva una tazza di caffè, tutta pensierosa. Si riscosse, mi preparò la colazione, poi si mise a guardarmi mentre mangiavo. - Domani torna la signora Foster. - disse. - Chi è ? - - La donna che mi aiuta in casa. - rispose. - Ma noi non abbiamo mai avuto persone di servizio. - - Sì, ma allora badavo facilmente a tutto, ora ho bisogno di aiuto. La signora Foster ha avuto l'influenza ma poco fa ha telefonato che sta meglio e domani torna. - - Così tutti sapranno che sono tornato. - - Sì, tutti sapranno. - - Bisognerà avvertire anche la polizia, verranno i giornalisti, le tivù, se solo potessimo evitare tanta pubblicità...- - Faremo il possibile, tesoro, poi ce ne andremo in vacanza tu ed io, dove ...
    ... vorrai tu: Las Vegas, la Florida, il Messico. Ora non te ne andrai più, vero? - - No, non ti lascerò più. - Fottiti, pensai, dovrai adottarti un altro ragazzino per scopare. - Davis, facciamolo qui, in cucina. - - Ma mamma...io sono un pò stanco. - - Non importa, mi accontento di baciarti tutto il corpo, non devi fare nulla. - Se qualcuno avesse dato uno sguardo a quella cucina avrebbe visto un giovane che faceva colazione e un'anziana signora che sotto il tavolo affondava la testa fra le sue gambe. Era il tardo pomeriggio. Avevo un gran mal di capo e pensai con piacere che la presenza della signora Foster l'indomani avrebbe limitato alla sera e alla notte le richieste erotiche della troiona. La raggiunsi in soggiorno, sferruzzava non so cosa (lavorare ai ferri era la sua occupazione preferita dopo scopare). Mi disse che avevo il viso stanco (come se non ne conoscesse il motivo) e mi offrì una tazza di té. Ho sempre odiato il tè e negli ultimi tre giorni ne avevo bevuto una quantità industriale. Dopo alcuni minuti me ne portò una tazza. - E' troppo dolce? - mi chiese. - Un pò. - - Vedi Davis, volevo raccontarti di come eravamo felici il giorno che ti portammo con noi dall'orfanotrofio. Tu ti stringevi a me come un cucciolo! Non avevamo potuto avere figli, tuo padre era rimasto impotente dopo le torture subite dai vietcong, laggiù in Asia. Io lo amavo ma ero una donna giovane, con i suoi appetiti. Era lui a scegliermi gli amanti, poi si eccitava a spiarmi mentre lo facevo con loro. ...