1. Vuoi una gomma?


    Data: 13/04/2021, Categorie: Etero Sensazioni Autore: Claudio78

    ... certo rossore che era sicuro gli stesse invadendo il viso a giudicare dalla temperatura che sentiva sulle guance. “Non ho programmi - rispose Annalisa - Tu?” “Io meno che mai. Magari possiamo sentirci più tardi?”. “Volentieri. Che facciamo, più tardi iniziamo a girare per le strade chiamandoci l’un l’altro?” “Come scusa?”, le chiese non capendo la battuta. “Voglio dire che se non mi chiedi il numero di telefono sarà difficile poterci mettere d’accordo…”. Coglione. Coglione. Coglione. Solo questa parola riecheggiava nella testa di Paolo. “Ottima idea”, replicò scherzando. Incredibile a dirsi, Paolo era arrivato prima del previsto al suo appuntamento e poiché tutti gli interessati erano presenti, l’incontro iniziò in leggero anticipo. Fu proprio lui ad aprire la riunione e sulle ali dell’entusiasmo per l’incontro di poco prima espose la situazione con grande sicurezza. Si sentiva come se si fosse dopato, aveva l’impressione di essere forte, imperturbabile a qualunque obiezione. Era incredibile. Soprattutto in previsione di una serata che sembrava promettergli un nuovo incontro con Annalisa. Alle 19:30 stava uscendo dallo studio e per prima cosa estrasse il suo telefono dalla borsa per controllare se ci fossero messaggi per lui. L’icona di WhatsApp in alto a sinistra confermò che i suoi sospetti erano fondati. Fece scorrere il pollice sul display dall’alto verso il basso e gli comparve una breve anteprima del messaggio. Era di Annalisa e questo lo inebriò. Ma fu quel “non” nel ...
    ... testo che gli spense immediatamente il sorriso. “Ciao Paolo, spero che la riunione sia andata bene. Purtroppo non so se riusciamo a vederci, ho un contrattempo… magari ci sentiamo dopo, ok?”. Sì, certo, magari ci sentiamo dopo. Diede fondo a tutta la propria forza per cercare di rispondere in maniera da non far capire di aver accusato il colpo e si recò in albergo. Fece rapidamente una doccia e poi, nonostante la delusione fosse ancora tanto forte da bloccargli lo stomaco, decise di non buttare completamente la serata. Si vestì e scese per mangiare una pizza in un locale che aveva visto proprio dall’altra parte della strada rispetto all’albergo. Una cena troppo rapida per spazzare via i cocci delle fantasie infrante da un messaggio. Pagò il conto e tornò a respirare l’aria pungente di una sera senza pioggia ma che ne portava i segni sotto forma di pozzanghere da evitare, macchine che sfrecciavano schizzando passanti imbestialiti, mattonelle sconnesse del marciapiede che rispondevano ad un passo poco attento scaricando sui pantaloni l’acqua penetrata sotto di loro.+ Non sembrava proprio la sera per starsene in giro. Che poi: in giro dove? Paolo tornò in albergo, si spogliò e si mise a dormire. Forse sarebbe riuscito a prendere sonno ed a chiudere al più presto quella giornata del cazzo. Erano le 22:45 quando il cellulare si animò nel buio della stanza. Paolo lo prese in mano ed accese lo schermo restando per un istante intontito dal bagliore dello schermo. “Mi spiace per averti ...
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