Vuoi una gomma?
Data: 13/04/2021,
Categorie:
Etero
Sensazioni
Autore: Claudio78
... dato buca, mi sono appena liberata ma temo sia tardi. Volevo comunque darti la buonanotte”. Come se a dargli la sveglia fosse stato il più incazzato dei sergenti dei Marines, Paolo si mise a sedere sul letto. “Non preoccuparti, gli imprevisti capitano - digitò in fretta vedendo che Annalisa era online - io sto facendo due passi e se ti va…” Due virgolette blu comparvero accanto al messaggio. Adesso i suoi occhi puntarono l’attenzione sulla parola “online” scritta sotto il nome. Finalmente, dopo quasi un minuto, questa parola si trasformò in “sta scrivendo…”. “Se non è troppo tardi per te…” Il tempo di leggere quelle parole e Paolo si stava già sciacquando la faccia ed infilando la camicia. Scrisse al volo un messaggio e fissò l’appuntamento. Circa 20 minuti dopo, nel bar indicato da Annalisa, Paolo la vide comparire. Se la ricordava carina, ma quella che si trovo davanti era una ragazza ancora più bella. Il trucco non era cambiato, gli abiti sì. Adesso indossava un abito in maglia con collo a cascata nero, con la gonna che finiva poco sopra al ginocchio, un paio di stivali anch’essi neri ed un giaccone sul cui lato destro spiccava una borsa da sera. Lo colpì il fatto che non indossasse calze, anche se più che colpito sarebbe meglio dire che ne fu eccitato. Si era cambiata per lui? Si era cambiata per l’imprevisto? Poco importava, perché adesso stavano avanzando l’uno verso l’altra. “Ciao, scusa ancora per l’ora”, gli disse dandogli un bacio sulla guancia. “Ma figurati, anche ...
... fossero state le tre... - rispose lui fermandosi prima di sembrare troppo zerbino - volevo dire che se non fosse stato per te sarebbe stata una serata noiosa, quindi sono io che ti ringrazio”. La aiutò a togliersi la giacca e non poté fare a meno di osservare come l’abito le fasciasse perfettamente il corpo. Non aveva l’aria della modella, era chiaramente troppo bassa senza i tacchi e sicuramente aveva qualche taglia in più del necessario, ma era bellissima. Ed anche altri se ne accorsero, voltandosi a guardarla. Ordinarono da bere ed iniziarono a parlare di tutto e di nulla, come se ci fosse stata continuità tra il loro incontro in treno e quell’appuntamento. In un attimo si fece l’una e Paolo capì che non avrebbe avuto molto tempo a disposizione. “Sai - disse - prima ti ho detto una bugia”. “Ah sì? E quale sarebbe questa bugia?” “Quando mi hai scritto - ammise - non ero in giro, ero in camera” “Appena rientrato?” “Neanche. Stavo proprio dormendo”. “Povero… allora vedi che ti ho disturbato”, disse lei coprendo le mani di Paolo con le sue. “In realtà io speravo tanto di poterti rivedere. Non ho pensato ad altro da quando ci siamo scambiati i numeri di telefono. Quando mi hai scritto mi sono vestito più presto che potevo”. Annalisa gli sorrise, mantenendo sempre le sua mani su quelle di Paolo. “Speravo che avessi voglia di vedermi”, aggiunse. Paolo era come in trance. Avrebbe voluto buttare fuori dal locale tutta quella gente di cui non gli interessava nulla, restare solo con ...