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Silvia Tornerà III - Scorciatoia nel bosco
Data: 17/05/2021, Categorie: pulp, Autore: Orlando
Quella grigia domenica Suor Celeste aveva la testa piena di mille pensieri. Erano passate poche ore dai fatti successi quel sabato notte e lei era ancora scossa dall'esperienza vissuta tanto che quella mattina faticò ad indossare il suo abito da sposa del Signore. Pensò di non essere più degna di indossare quel vestito per lei così carico di significato, si ricordò ciò che aveva fatto a casa Bosconaro con Rosa e prima ancora col figlio di lei, Gabriele. Pensò a quel ragazzo sentendosi tremendamente in colpa per il pompino fatto al buio e di nascosto dalla madre di lui. Aveva l'impressione di sentire ancora il sapore di quel cazzo duro e spesso da diciottenne che lei rollò con la bocca. Durante la messa di don Gino ogni tanto ebbe la fastidiosa impressione di sentire ancora qualche pelo pubico del ragazzo rimastole sulla lingua. Seguì la funzione religiosa tornando col pensiero a quel mostruoso cane visto fuori casa di Rosa, nella sua testa le grandi palle di quel muscoloso animale dondolavano ancora mentre si ricordò l'aspetto della sua abnorme cappella come se l'avesse ancora davanti agli occhi, così lorda del sangue perso dalla fattrice Micaela Farcio e dalle sue pecore durante quei forzati atti sessuali. Ripeté a sé stessa quanto fossero riprovevoli quelle scene a cui fu costretta ad assistere nonostante si eccitò pensandoci e quando guardò in alto verso il crocefisso si sentì sporca come mai si era sentita in vita sua. Si convinse che quei peccati potevano essere ...
... lavati via dalla sua anima solo con la preghiera ma appena provò a ricordarsi i versi del Padre Nostro le vennero subito in mente le terrificanti bestemmie dette da Rosa la sera prima. I suoi pensieri erano talmente sconci che Suor Celeste si alzò di colpo, volle uscire dalla chiesa per non insozzarla con tutte quelle porcherie che le riempivano ormai la testa. Camminò avanti e indietro sul sagrato deserto con la testa bassa e le braccia conserte ammettendo a sé stessa ciò che il ruolo monacale le avrebbe proibito di dire in pubblico. Silvia era viva o quantomeno presente là fuori sotto la pioggia battente. Era impossibile pensare che si fosse davvero salvata uscendo da quella macchina affondata nelle acque del lago. Quella ragazza era tornata, era lì viva o morta che sia. La notte appena passata Suor Celeste non era rientrata in convento delle Orsoline per via del maltempo oltre che per le inquietanti presenze della rediviva Silvia e del suo cagnone nero che la costrinsero a rimanere al sicuro in casa di Rosa Bosconaro almeno fino all'alba. Il cielo grigio rumoreggiò venendo interrotto solo dai rintocchi del campanile. La messa stava volgendo al termine e lei non vedeva l'ora di tornare dalle sue consorelle e dalla Madre Superiora probabilmente preoccupate per la sua prolungata assenza. Volle tornare in convento il più velocemente possibile ma non essendoci alcuna corriera Suor Celeste si vide obbligata a cercare un passaggio. Lo sciatto furgoncino dell'osteria Camone passò ...