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Silvia Tornerà III - Scorciatoia nel bosco
Data: 17/05/2021, Categorie: pulp, Autore: Orlando
... -*Ci stai forse ricattando?*- chiese Caterina con la voce che usava la grinta per coprire la preoccupazione che iniziava a provare. -*Signor Camone la prego...*- disse suor Celeste, fu l'unica frase che riuscì a dire. Lei aveva già capito le intenzioni di quell'uomo. Vedeva l'eccitazione nei suoi occhi mentre la patta dei suoi pantaloni le sembrò sempre più piena. Caterina guardò allibita il marito ma non aveva intenzione di sottostare alle prepotenze di lui. -*Sei veramente un pezzo di merda!!!*- disse a lui Caterina voltandosi ed iniziando ad incamminarsi per conto proprio credendo che Suor Celeste l'avesse seguita invece la monaca la raggiunse e le afferrò un polso per trattenerla. Non voleva che Caterina si avventurasse lungo quel sentiero in mezzo al bosco con Silvia ed il suo mostruoso cagnone nero nelle vicinanze. Dopo un breve dialogo lontano dalle orecchie di Osvaldo le due donne tornarono verso di lui. -*Ah, brave. Avete capito che dovete fare quello che dico io. Sapete...prima avevo una gran voglia di ripartire e lasciarvi qui come due povere coglione ma adesso...*- -*Adesso cosa?*- chiese Caterina con crescente preoccupazione. -*Adesso mi voglio divertire, sento che un'occasione come questa non mi capiterà mai più.*- disse Osvaldo andando ad aprire lo sportello del retro del furgoncino. Caterina sbiancò di botto quando vide che suo marito stava tirando fuori un suo privatissimo effetto personale. -*Presenta questo tuo caro amico a suor Celeste...ahahahahah*- ...
... disse l'uomo gettando l'imbarazzante oggetto ai piedi della moglie. In realtà quell'appariscente giocattolo fallico non aveva bisogno di alcuna presentazione. Era fin troppo evidente cos'era e che uso se ne facesse Caterina che rimase impietrita temendo lo sguardo di disapprovazione di suor Celeste che però rimase con gli occhi incollati su quel grosso arnese artificiale rimasto ancora lì a terra così osceno con quelle due estremità dalla grandi cappelle e quelle spesse nervature lungo l'interminabile collo che le univa. -*Come ti sei permesso di frugare tra le mie cose?* chiese Caterina con un filo di rabbia che attenuò per un momento la vergogna che provava. -*L'ho sempre fatto. Ho sempre cercato prove per sapere se fossi davvero la puttana che i miei amici mi dicevano. Non ti ho mai difesa perché ho sempre saputo che il nostro matrimonio è stato una merda fin dal principio.*- disse lui come se volesse essere finalmente sincero. Ordinò a Caterina di raccoglierlo. Lei obbedì malvolentieri con imbarazzo evitando sempre di incrociare lo sguardo di suor Celeste. Le sue mani così esperte a maneggiare quel giocattolo erotico in momenti di intimità in quel momento furono impacciate talmente era la preoccupazione di lei di tenere quell'attrezzo nel modo meno sconveniente possibile sotto gli occhi della sua amica suora che chissà quale delusione stava provandondo verso di lei in quel momento. Quel giorno sembrò essere proprio l'inizio di un brutto incubo per Caterina svergognata di ...