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Silvia Tornerà III - Scorciatoia nel bosco
Data: 17/05/2021, Categorie: pulp, Autore: Orlando
... fronte all'amica suora ma quella giornata dal cielo grigio sembrò anche essere il sogno di Osvaldo o meglio ancora la sua fantasia. E non ci mise molto a realizzarla... -*Adesso vediamo quanto siete amiche...vi dico subito che finché non vi infilate quel coso nella figa io il furgoncino non lo metto neppure in moto.* disse lui giocherellando con le chiavi che teneva provocatoriamente tra le mani -* Vi conviene ungere bene quell'arnese se non volete prenderlo dentro a secco.*- -*Ma non hai rispetto almeno per suor Celeste?! È una monaca, non puoi...*- -disse Caterina. -*Le ho portato fin troppo rispetto tanto che l'ho già graziata una volta. Se vuole lasciare il bosco si divertirà con te e il tuo giocattolo da troia.*-disse Osvaldo con lo sguardo carico d'eccitazione rivolto verso la monaca. Osvaldo non scherzava e le due donne lo capirono. Suor Celeste capì quanto Caterina fosse imbarazzata dall'idea di ciucciare un pene di lattice di quelle dimensioni di fronte a lei ma quella situazione di stallo andava sbloccata e intuì che sarebbe toccato a lei farlo. Prese quell'arnese dalle mani di lei e ne portò un'estremità all'altezza della bocca iniziando ad apporre le prime gocce di saliva con la punta della lingua. Caterina la guardò stupita, capì che la sua amica prese quell'iniziativa solo per aiutarla in quell’ingrato compito. Suor Celeste la guardò negli occhi con sguardo rassicurante facendole intuire che era disposta a succhiare quell'arnese tutta da sola pur di risparmiarle ...
... quella degradante azione. Per Caterina fu evidente quanto l'amicizia della monaca fosse vera e preziosa e perciò non volle essere da meno. Prese con entrambe le mani la seconda estremità di quello spesso dildo ed iniziò anche lei ad ungerlo con tutta la saliva che poteva. Le due amiche si guardavano negli occhi mentre le loro bocche davano prova di estrema capienza e profondità, fecero entrambe lo stesso pensiero ovvero di bagnare accuratamente la loro estremità che sarebbe potuta finire nella vagina dell'altra. Se i loro sguardi complici potevano essere visti solo a breve distanza le mani di una cercavano quelle dell'altra come forma di sostegno reciproco diventando un segno ben visibile del loro rapporto che diventava ogni attimo più forte. Il dildo era trattenuto ormai solo dalle loro bocche che nascondevano e poi scoprivano le nervature più vicine alla cappella di quell’oggetto sempre più lucido e bagnato delle loro salive. Quel contatto di mani e occhi si interruppe poco dopo per volontà di Osvaldo. Il marito di Caterina voleva assistere a ben altro spettacolo prima di scoparsele come avrebbe voluto. Disse loro di accomodarsi sul furgoncino nei posti anteriori pretendendo si mettessero entrambe in ginocchio sul sedile col culo rivolto verso il sedile affianco e le loro mani poggiate alle portiere aperte. Prima di farle salire sul furgoncino pretese le loro mutande come ricompensa per averle scarrozzate fino a li. -*E adesso guadagnatevi la corsa fino a destinazione...*- ...