1. Io Sono Elbe |1| Routine


    Data: 04/06/2021, Categorie: pulp, Autore: Cigno

    ... cada sempre verso il basso, che la luce si propaghi sempre a velocità costante. Che il tempo scorra senza mai fermarsi. Eppure, Hume diceva, non possiamo essere sicuri che sarà “sempre” così. La gravità potrebbe ad un certo punto smettere di far cadere le cose verso il basso. Potremmo vedere le mele schizzare di lato. Potremmo vedere i raggi solari curvare. Hume rivendicava la natura totalmente parziale del nostro essere osservatori. La condizione assolutamente marginale dell'uomo rispetto all'Universo. Alice sperava dunque che David Hume avesse ragione e ogni volta che chiudeva gli occhi desiderava che il tempo si fermasse. Cercava sempre di far coincidere questo desiderio con il momento del caffè. ----- “Non capisco.” disse il paziente sdraiato sul lettino. “Vuole che glielo spieghi meglio?” domandò Alice, seduta sulla poltrona, taccuino alla mano. “Mi sta dunque dicendo che tutti i problemi che ho sono stati causati da mia madre?” domandò il paziente. Alice controllò ciò che aveva appena scritto sul taccuino. Una serie di appunti minuscoli, qualche ghirigoro e una frase cerchiata e sottolineata: 'Complesso edipico'. “No. Non ho detto questo. Alla luce di quanto lei mi racconta, la sua attrazione insostenibile e inconsolabile nei confronti delle donne anziane è dovuta possibilmente ad un trauma da Lei subito durante il processo di crescita. Una forma di dipendenza patologica che Lei ha innescato con sua madre durante gli anni dell'infanzia che la portano adesso, in età ...
    ... adulta, a desiderare sessualmente persone molto più grandi di lei.” rispose Alice, facendo roteare la penna tra le dita. “Continuo a non capire. Sta dicendo quindi che ho un desiderio sessuale nei confronti di mia madre?” rispose il paziente imperterrito. Alice ci pensò su. “Lei in questo momento avverte una forma di attrazione sessuale nei confronti di sua madre?” chiese di rimando Alice, mordicchiando il cappuccio della penna. “Come può lei anche soltanto pensare una cosa del genere..?” ribadì il paziente, mentre cercava di mettersi comodo sul lettino, improvvisamente a disagio. Alice ne studiò i movimenti. Gambe addotte, rigide e chiuse. Busto chinato. Rossore evidente al volto. “Signor Bates, ha per caso appena avuto una erezione?” fece lei, con tono di voce calmo e sommesso. Il signor Bates fece una espressione di puro orrore. “La prego, mi dia qualcosa per controllarmi. Sto vivendo un incubo.” “Vede, capita a molti di avere un complesso edipico irrisolto. Non se ne faccia una colpa.” rispose Alice. “Lei ha figli, dottoressa?” chiese Bates. “No.” rispose Alice. “Pensa che ne avrà in futuro?” chiese il paziente. “Non sono domande a cui mi sento di doverle rispondere. Non si offenda.” ribadì Alice, pacata. “Se lei avesse una famiglia e dei figli, capirebbe quanto tutto questo sia sbagliato.” rispose Bates. “Se io avessi una famiglia?” domandò Alice, quasi indispettita. “Certo. Non ha intenzione di mettere su famiglia?” chiese Bates. “Non sta a lei decidere cosa sia giusto e ...
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