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Il momento giusto e’ all’improvviso
Data: 09/07/2021, Categorie: Etero Autore: Doctor_S
... che lei non credeva possibile. I muscoli dell’addome si contrassero e iniziarono a vibrare al suo tocco. Era il percorso diretto alle porte del piacere. Non desiderava altro che lasciarle fare. Lentamente le sfilò la maglietta, sfiorandole la pelle dei fianchi. Brivido ancora. Via, sul pavimento. Fremeva. Arsa dal desiderio era impaziente che le mani arrivassero lì dove sapevano dare il meglio di sé. Ma era come se non volessero accontentarla, come se si divertissero a non assecondare la sua impazienza. Odi et amo. Lo amava perché si faceva odiare in quel modo. Che stronzo! Intanto quelle dannate dita avevano trovato il bottone che teneva al proprio posto gli shorts. E li avevano slacciati. Nessun impedimento. Il soffitto scomparve, gli occhi non lo videro, mentre, lievemente dischiusi, lo osservavano per via della posizione che la testa, abbandonata all'indietro, aveva assunto per non essere d’intralcio alle carezze che la lingua le riservava. Eccola, lungo la gola, salire lenta. Si fermò. Sfiorò le labbra, dischiuse in un sottile varco, ardente di desiderio mentre, affannoso, il respiro fluiva fuori da essa. La tensione ormai era insostenibile mentre la mano sfiorava il monte di venere, accarezzando di punta l’attaccatura delle grandi labbra. - Ti voglio! Ora! Continua! – pensava mentre i suoi gesti le dicevano - Si, ho capito, lo so. Lo sai che ne sono cosciente... - E mentre le labbra si serravano intorno alle sue, le dita esplorarono, decise e cariche di ...
... desiderio, ogni millimetro dentro lei. - Si, così, continua!! – Pensò. Ormai non riusciva più a contenersi. Era un lago. - Lo so. – pensò lui - Ti ho sentita nell'anima e sono qui. Sai che so. Te lo sto dando... – Ansimava, mentre le due dita ritmicamente colpivano l’esatto punto dove si concentrava il suo piacere – Come fa a saperlo?? Manco mi avesse costruita lui! – dentro e fuori, con convinzione e veemenza. Costante nel movimento, deciso e intenso. Le labbra si divisero e, senza interrompersi, lui prese a scendere lungo il collo. gli disse. Lui sorrise. Si soffermò sui capezzoli. Turgidi. Reattivi. La lingua li accarezzò. Passò da uno all’altro percorrendo con la lingua la pelle tra i seni, morbida e vellutata. Con la mano le prese il seno e chiuse le labbra attorno al capezzolo, mentre con la lingua lo stuzzicava rapidamente. I brividi si susseguirono e lei, impotente, non potè fare a meno di esserne prigioniera. Una prigione dalle pareti di cristallo, dalla quale non aveva alcuna intenzione di evadere. Lui la guardava, mentre scendeva sempre più, baciandole l’addome. Rallentò il ritmo e lentamente uscì. Le sfilò il pantaloncino e gli slip in un unico gesto, lento ma deciso. L’attesa del piacere era essa stessa piacere, ma quanto la rendeva impaziente! Le allargò le gambe con delicatezza e iniziò a baciare il monte di venere. Poi l’inguine. L’interno della gamba. Tornò indietro e, mentre lo faceva, dischiuse le labbra e accarezzò la pelle con la punta della lingua, ...