Confessioni di una mente perversa. -4a parte
Data: 28/07/2021,
Categorie:
Etero
Autore: sexitraumer
... che mezzo sei uscita? Di casa, voglio dire…”
“Fede l’altro ieri mi aveva prestato lo scooter…il carabiniere che mi interrogava, ad un certo punto mi ha lasciata andare, gli ho detto che ero una professoressa, avevo lezione, ma non era vero: dovevo scopare con Fede in sala di ricevimento dei genitori. Voleva farlo lì…gliel’avevo promesso…era una scena vista su un porno, sai…volevamo rifarla identica…insomma, certo guidavo lo scooter, quando ho sentito un prurito alla faccia…mi sono grattata…mi ero irritata con le mie stesse mani, credo…credo…io…io…zia Adriana, senti io…io…mi sento come quando mi gira la testa…o quando so che avevo interrogazione, ma non ho voluto studiare…sto a disagio, te l’assicuro zia!”
…
Zia Adriana mi fece una carezza, poi disse:
“Cara la mia nipotina, ora ricordi, vero ?! Sei andata a sbattere dritta al muro! Lo scooter era quello del tuo compagno, Fede! La targa era bianca, perché la tua mente probabilmente rifiutava quello che era successo…successo al tuo corpo intendo…”
“Un momento, zia…io ho parlato con un carabiniere…non la smetteva mai di far domande. Senti zia, io a Fede non l’ho detto! ...sai, è uno che vendica i deboli, ma quel carabiniere mi aveva frugata…”
Ora finalmente mi era diventato chiaro quello strano orizzonte, marrone e ruvido che mi era apparso più volte durante la giornata. L’ultima cosa vista dai miei occhi carnali prima di perdere conoscenza per l’urto…la mia mente aveva avuto cura di registrarla…avevo la ...
... sensazione che la conclusione non mi sarebbe piaciuta…ma mi avvicinavo ad essa…inevitabilmente…
“No, Leda. Voleva vedere se eri ancora viva, era un carabiniere qualificato per il primo soccorso, ti ha fatto il massaggio cardiaco, cercava di rianimarti dicendo ad alta voce “dai…dai…”; ma sei deceduta dopo pochi secondi…ce l’ha messa tutta, mi è stato detto…il colpo è stato forte.”
“Detto da chi? Come lo sapresti tu? Mi ha preso pure la borsa; i suoi colleghi mi avevano preso la borsa!”
“Sempre un’illusione della tua mente, Leda. Cercava solo i tuoi documenti d’identità. Che lo scooter appartenesse a Fede in realtà lo sapevano pure loro…era strano che alla guida ci fossi tu…dal loro punto di vista…il tuo Fede pulito, pulito, non è mai stato, e se non sbaglio ti aveva iniziato all’uso costante della mariujana; ma privatamente ti procuravi dell’hashish pure te! Hashish che fumavi cara Leda, e quella mattina prima di metterti alla guida avevi fumato quell’erba dello spinello; ne hai fumata tanta per non pensare troppo, o meglio per prendere sotto gamba qualunque problema, e manco a dirlo sei andata a sbattere dritta al muro…”
Si materializzò davanti ai miei occhi il colore marrone del muro, e ricordai la sensazione di irritazione e prurito che mi aveva indotto a grattarmi, ma ovviamente era solo la mia mente; anche la ragazza della telefonata “catturata” da Enrica ero io: ogni tanto mi prostituivo, e un paio di clienti mi avevano offerto dei soldi affinché portassi della ...