Confessioni di una mente perversa. -4a parte
Data: 28/07/2021,
Categorie:
Etero
Autore: sexitraumer
... cocaina ad alcuni loro amici…per arrotondare un tre-quattro volte lo avevo fatto…zia Adriana si era accorta che avevo ripassato tutto; mi restava accanto pronta a sostenermi. Nel frattempo una stanza di quel corridoio si era illuminata, e la porta restava socchiusa…il - “capogiro?” - cessò:
“Allora se sei pronta, direi che possiamo entrare, ti va? Hai capito adesso?”
Non sarei mai voluta entrare! La luce verde-azzurra che s’intravedeva dalla porta accostata mi creava del disagio. Ma il disagio, all’improvviso, passò com’era venuto: in pochi istanti di tempo, o di non-tempo; il problema che, sopravvenuta la quiete interiore, non aveva più importanza; ormai mi sentivo veramente in quiete, avevo ricordato tutto, e seguii mia zia Adriana, una donna che avevo amato più di mia madre: mi aveva accompagnata fino a quella sala particolare. Particolare come quella di un obitorio. Per questo il taxista non era entrato dal Pronto Soccorso! Zia Adriana disse:
“Mi dispiace veramente Leda! Non ti aspettavamo, ma è successo…neppure qui si può nulla contro il libero arbitrio; il supremo dei doni fatti alla specie umana; tu hai deciso di fumare quella mattina, per disprezzo verso lo Stato, ti sei messa alla guida, nonostante non fossi né sobria, né pulita, e hai preso il muro in pieno! Credo sia stata anche colpa di quelle gomme lisce; oltre che di quella fumata; chi ti ha dato quello scooter è stato un gran superficiale! Evidentemente qualcosa deve averti distratto; hai rischiato ...
... pure di portare con te un passante, ma s’è l’è cavata con un grosso spavento…tu invece…”
“Ho capito zia Adriana! Infatti tu ci avevi già lasciato da qualche tempo, ma il tempo da qualche tempo…che curioso gioco di parole, non riesco più a contarlo…sai…non riesco a sapere quanto ne passa, cioè quanto tempo mi passa davanti…”
“Naturale! Bisogna abituarsi cara nipote! Ora il tuo corpo è quasi del tutto decaduto, non ti trasmette più il decadere chimico della biologia della carne…non appartieni più ad essa. Vieni, sediamoci qui che ti spiego…”
Ci sedemmo in fondo alla sala, lontane sette-otto metri dal cassettone non ancora estratto…i presenti non si curavano della nostra presenza. Parlammo come due amiche che aspettavano il turno alla posta; mia zia Adriana accavallò le gambe mostrando mezza coscia come faceva da viva per esibire a chiunque la guardasse la bellezza e la cura del proprio corpo…
Intanto dalla stanza era uscita una mia conoscenza: il custode della portineria: il signor Barella, un po’ invecchiato e come appesantito dall’età…ma che mi stava accedendo? Di poter prevedere l’evoluzione dei corpi? Che voleva da me, dopo aver ignorato le mie bussate per uscire, che voleva dopo tutti quei rapporti carnali mercenari con la giovanissima Valeria? Certo però era più giovane pure lui…
Già! La carne…non ribattei sul momento. Frattanto un’impiegata in camice verde che vedevo di spalle aveva estratto molto di più della metà il cassettone che conteneva…
…il mio ...