Confessioni di una mente perversa. -4a parte
Data: 28/07/2021,
Categorie:
Etero
Autore: sexitraumer
... corpo inanimato…
A quel punto avevo capito perfettamente: quel corpo rigido, che sembrava dormisse, era il mio, nudo e morto, e con dei lividi dovuti al trauma. Poi l’impiegata uscì, lasciando ai presenti un po’ d’intimità col mio corpo interamente estratto. Zia Adriana mi disse:
“Ti sei smarrita, eh ?! Tranquilla, succede a molti. Finché non vedono il loro stesso corpo cercano di credere che sia tutto solo un equivoco, ed invece è solo un nuovo status, per giunta provvisorio. Ascoltami Leda: tra qualche istante si aprirà una specie di canale uditivo, una breve parentesi più che altro: potrai ascoltare le voci dei presenti per un breve lasso di tempo; poi l’audio come è arrivato, andrà via; mi accorgo che hai qualcosa da chiedermi, vedo…avanti, fa presto! Non abbiamo molto tempo…qui le regole del trapasso sono ferree…”
“Zia Adriana, ma tu ora… stai in Paradiso?”
“No. Sto qui con te! Dove sto io il tempo non passa, o almeno non percepisco il suo trascorrere; non ricordo molto di quando ho lasciato il mio corpo in sofferenza; so solo che nell’istante del trapasso non si percepisce niente…”
“E scusa, allora dove sei finita?”
“Qui con te. Come se il tempo non fosse trascorso, o trascorra senza possibilità di sentirlo. Percepisco, mi accorgo all’improvviso, quando mi danno il dubbio privilegio di ri-percepire il tempo, che devo venire a prenderti, o meglio ad accoglierti per le spiegazioni del caso, ed eccomi qui. L’ho fatto anche per altre persone per le quali ...
... il loro tempo materiale era finito. In genere le accompagno, poi vanno da sole.”
“Hai detto quando. Allora il tempo lo senti zia; io non più.”
“Ti stai abituando alla privazione del tempo, con delle porzioni progressive e sempre più numerose di tempo-stasi, tutto qui.”
“Ma tu ci hai lasciati otto-dieci anni fa. Che hai fatto tutto questo tempo?”
“Niente. Non me ne sono accorta. Il mio corpo potrebbe essere benissimo morto due secondi fa, ed invece sulla Terra sono passati degli anni. Comunque Einstein non c’entra per nulla. Dove siamo ora non c’è bisogno del tempo, neppure come concetto. Noi ora però stiamo in una stazione di passaggio, per cui del tempo se ne fa un piccolo uso. Tu mi stai dicendo che ho lasciato il mio corpo otto-dieci anni fa. Come vedi non sei precisa; sintomo che anche tu ti stai abituando a non sentirlo più, e con esso l’ansia della puntualità…”
“Senti, quando eri in carne ed ossa non mi hai mai permesso di chiedertelo! Te lo chiedo ora, o mai più: perché non mi hai mai fatto terminare quel certo discorso intimo tra noi due, insomma quel cunninlinctus che mi avevi concesso alla tua vulva quando avevo dodici anni ?! Non l’ho mai capito…sembrava che ti stesse piacendo…”
“Leda, che ti viene in mente! Evidentemente una percentuale di porcaggine e trasgressione in te c’è sempre stata, e fin da piccola. Non era certo dovuta agli stupefacenti. Proprio adesso una domanda così! …comunque, in breve: eri stata brava! Si vede che a leccare la vulva ...