1. Secrezioni: "Riflessioni a margine"


    Data: 04/08/2021, Categorie: Tradimenti Autore: renart, Fonte: EroticiRacconti

    ... Mirna – non ci sono dubbi, infatti, che ci sia quella baldracca attempata dall’altra parte della linea, altrimenti Veronica non metterebbe in piazza il nostro privato, e in modo così triviale per giunta – muovere il peso qua e là sulle chiappe mosce e fare qualche commento osceno, soffiato con quel tono di voce mellifluo e lamentoso, da vecchia gatta morta, che tanto mi fa girare le palle. E infatti Veronica riprende: “Ma quale fortunata, Mirna! Tu questa la chiami fortuna? Da lui oramai solo questo posso avere e aspettarmi... sinceramente, prossima ai 30, vorrei qualcosa di...”, si interrompe sentendo la presa forte delle mie mani sulla carne soda del culo. Niente mutande... mmmm. “Oh, cristo!, no... finiscila, Renny. Finiscila, cazzo! Mirna, devo lasciarti... scusami, ci sentiamo dopo...”. Le strappo il telefono di mano e lo spingo in un angolo lontano del tavolo, pigiando volutamente il tasto del vivavoce anziché il rosso di fine chiamata. Stamattina hai fatto bingo, bagascia - penso mentre incollo le mie labbra a quelle di Veronica infilandole in bocca tutta la lingua e tenendole allo stesso tempo ferme le braccia che mulina forte per divincolarsi, attentando ripetutamente a viso e occhi, come una gatta in assetto da battaglia - rosica un po’, tanto lo so che non staccherai la comunicazione, vecchia libidinosa maiala, che pur soffrendo te la ciupperai tutta questa chiavata, perché ti rode, vero?, ti rode che Veronica abbia un uomo e che lo ami e che non lo molli ...
    ... nonostante le tue interferenze, megera impestata, e che se lo scopi e pure con gusto, e mentre penso a questo schiaccio i polsi di Veronica – che mugola forte e che mi morde la lingua, puttanaeva! – sul tavolo e con un ginocchio forzo la morsa delle sue gambe fin quando non cedono, mi infilo nel pertugio così apertosi e lo occupo col corpo, mentre la cappella copre lo spazio che ben conosce e si sfrega contro i peli e le labbra già bagnate e dischiuse, quindi con un gioco di bacino lo spingo tutto dentro, fino all’attaccatura dei coglioni, e Veronica lancia un rantolo da far rizzare i peli delle braccia e si aggancia con le gambe alle mie reni e, visto che non c’è più bisogno di tenerla ferma, mi pianta tutte e dieci le unghie nella schiena e vi si aggrappa con forza, tirandosi su dal tavolo, così che io l’abbranco per le chiappe e comincio a fotterla dal basso verso l’alto, mentre lei urla e geme, e io grugnisco e grido a mia volta, ansimando gutturalmente ad ogni affondo, tipo tennista al massimo dello sforzo, e condisco la grandiosa scopata immaginandomi la troia dall’altra parte del telefono, i suoi capezzoli che si inturgidiscono, la mano che corre sotto la gonna a scartavetrarsi la patacca usurata, pompandosela con due dita e mordendosi un labbro a sangue, mentre io e la sua adepta siamo alle fasi conclusive, all’ultima curva prima della dirittura d’arrivo, allorché l’orgasmo si ingrossa nei visceri sotto forma di lava incandescente ed esplode in un aaaaaaahhhhhhhh prolungato, ...