1. Quando tutto ebbe inizio


    Data: 19/08/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: theclash, Fonte: Annunci69

    ... il pizzo scuro delle autoreggenti, con balza finemente lavorata. Fumava. La sigaretta nella mano destra e la sinistra allungata sul guidatore, il membro di lui semieretto, impugnato e lo scorrere lento quasi annoiato, della mano.
    
    Era voltata verso di me e mi guardava.
    
    "Ci hai messo un bel po' ad arrivare!".
    
    Mi sentii un coglione, avevo fatto il giro del globo e mille attenzioni e loro già sapevano di me, mi aspettavano.
    
    La mia risposta non fu da meno della figura che avevo appena fatto. Bofonchiai qualcosa di incomprensibile. Mi maledissi per quella faccia che certamente avevo su, la faccia del perfetto idiota.
    
    "Ti piace guardare?".
    
    Mentre elaboravo la risposta, cercandone una migliore rispetto alla prima, guardai oltre per vedere il guidatore. Un uomo grosso, anzi grasso, mollemente sprofondato nel sedile, i pantaloni abbassati, unitamente ai boxer, la camicia scomposta, il cazzo di fuori, stretto nella mano di lei. Li per li mi ricordó Jabba the Hutt, di guerre stellari.
    
    Lui non disse una parola.
    
    Sfoderai il mio miglior sorriso, e dissi: "Se a voi piace essere guardati...", lasciai volutamente la frase in sospeso, perché in realtà non sapevo come concluderla.
    
    Sorrise. Un sorriso tagliente, gelido.
    
    Lanciò via la sigaretta pizzicandola tra il pollice e L' indice e senza mai lasciare il membro di lui, in quel monotono su e giù, schiacciò un tasto della radio.
    
    La musica tacque. Sentii il lievissimo ronzio del Cd che cambiava traccia.
    
    Si mise ...
    ... in piedi di scatto, con un movimento rapido si sfilò il cappotto gettandolo sul sedile dietro e si sedette di nuovo, questa volta perpendicolare al sedile, con i tacchi degli stivali appoggiati al longherone dell' auto.
    
    AC/DC. Hells Bells. Il primo rintocco della campana fu come un colpo di cannone, sembrò riecheggiare per tutta la valle. Al secondo lei si sdraiò sul sedile, con la nuca appoggiata sulle gambe del lui e le braccia oltre le spalle, con la sinistra riprese il membro di lui e con l' altra, uno strappo secco al davanti della gonna, i bottoni si aprirono all' unisono e i lembi caddero sul sedile.
    
    Era senza intimo, completamente depilata, la pelle bianca, resa ancor più chiara dal neon, le gambe tenute alte dai tacchi appoggiati al longherone e volutamente divaricate per offrire la miglior visuale possibile. Era lì aperta, offerta, per farsi ammirare.
    
    Non ero completamente tranquillo, avevo ancora timore che di colpo accadesse qualcosa, ma nei miei jeans l' eccitazione si faceva sentire e cresceva ad ogni istante.
    
    Mi avvicinai cautamente e mi appoggiai allo spigolo della portiera, lei era a meno di un metro da me.
    
    Sul reef della chitarra iniziò a toccarsi, partendo dal monte di Venere faceva scorrere la mano tra le gambe, su e giù, lentamente, alternando dei movimenti circolari con l’ indice sul clitoride. Continuò così per qualche minuto. Io ero immobile, bloccato, essendo la prima volta non sapevo come muovermi e non volevo spezzare quella sorta di ...