1. Come parlarne - II Capitolo


    Data: 29/08/2021, Categorie: Feticismo Autore: VB1977, Fonte: EroticiRacconti

    ... apprendistato come magazziniere, presso un importante supermercato della zona. Così, mentre lei studiava ragioneria, io lavoravo. Uscito dal lavoro, verso le due, passai al solito bar sperando di trovarla. Il telefonino sembrava morto e anche durante la mattina non avevo ricevuto messaggi da parte sua. Tirai dritto il motorino, e raggiunsi casa sua. Questa storia, nel bene o nel male, sarebbe finita lì. Inviai un messaggio con il cellulare: “Sono davanti a casa tua, vorrei almeno parlare.” Il cancellò scattò dopo alcuni istanti, ma non avevo dimenticato che i genitori di Debora erano assenti, perciò decisi di attendere lì all’entrata. Nonostante mi sentissi sotto pressione, lasciai al mio sguardo la possibilità di trarre almeno un po’ della consueta pace che provavo ogniqualvolta attraversavo il cancello. Mi sembrava di entrare in un altro mondo. Dal cancelletto d’entrata partiva un sentiero di circa una cinquantina di metri che, in leggera salita, portava alla casa. Il sentiero era in pietre chiare, immerso in un prato tagliato perfettamente. Sulla destra del sentiero qualche albero da frutta, mele, pere, pesche. A sinistra invece, un leggero pendio erboso aveva termine con la pavimentazione, la stessa del sentiero, ma in discesa, che conduceva al garage doppio. Il quale era stato praticamente sepolto lasciando libero solo lo spazio antistante la larga porta basculante. Sopra a cui era stata piantata, oltre all’onnipresente erba, una siepe, che seguiva il percorso del ...
    ... vialetto per proteggere da eventuali cadute. L’unico buco era quello accanto alla basculante, dove la scaletta in pietre chiare permetteva di salire dal garage al livello del sentiero. A sinistra del garage, manco a dirlo, prato. Tutto era tenuto magnificamente. Perdendomi nell’osservazione di questa meraviglia, non mi resi conto immediatamente di una figura che percorreva il vialetto nella mia direzione. Il cancelletto si aprì e mi ridestò. Davanti a me una ragazza alta e bionda, dal volto familiare, con un sorriso grande come una casa. “Barbara! Non ti avevo mica vista arrivare.” “Perché sono leggiadra come una gazzella!” commentò. “Come stai? Sei cresciuto!” Io, che non mi sentivo cresciuto per nulla, risposi: “Se lo dici tu…” “Dai,” fece lei, “è un anno che non ti vedo… Per me sei cresciuto” “Come sta tua sorella?” domandai, nuovamente ansioso. “Vieni, vieni in casa, porta dentro il motorino” “Dentro casa?” “Scemo! …Come stai? Non mi dici nulla? Hai tenuto sotto controllo la situazione? Chi gira intorno a mia sorella? Sii onesto però!” Parcheggiai il motorino appena dentro, poi mi rivolsi alla ventiduenne: “Ho combinato un casino Barbie. Altro che sotto controllo…” “E cos’hai combinato, dimmi un po’” “Hai già parlato con Debora? Ti ha detto qualcosa?” “È mia sorella caro,” rispose “noi ci diciamo tutto, no? Siamo lontane, ma solo secondo la geografia.” Mi domandai quindi cosa potesse sapere. Avevano parlato di me? Del mio feticismo? Il dubbio era atroce. Mi si contorsero le ...
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