1. Il primo pompino di Debora


    Data: 02/01/2020, Categorie: Prime Esperienze Tue Racconti Autore: Eliseo91, Fonte: RaccontiErotici-Club

    Non so spiegare esattamente com'è cominciato. Forse per gioco, forse per caso, forse per un suo errore. Forse a cercare troppe risposte ho dimenticato persino di godermi il momento.
    Debora non è una ragazza come le altre. Intendiamoci, non ha nulla di sbagliato, nulla di diverso. Non ha problemi ecco, non vorrei pensaste male. Però non ha nulla in comune con le altre ragazze. Sarà per via della sua famiglia, della sua religione.
    Non abbiamo mai parlato tanto, giusto qualche saluto di sfuggita, non è una che da confidenza agli altri. Soprattutto ai maschi. Sarà per via della religione.
    Eppure sembra simpatica, ha quel viso paffutella, quelle belle guanciotte piene di vita e rosse come ciliegie , quei bei lunghi capelli ricci che le cadono leoncini sulla schiena. Non è bellissima, o almeno non lo da a vedere, è sempre casta nel vestirsi, anche se si notano due belle tette sotto i vestiti. 
    Con me invece è sempre stata schiva, taciturna, intimorita dal mio aspetto.
    Ogni tanto la vedo in compagnia delle amiche o dei suoi familiari , è sempre sorridente, loquace, ride e scherza.
    Con me se perde un "ciao" quando mi incrocia è già un miracolo.
    Ultimamente poi si è fatta anche più bellina, ci tiene molto più al suo aspetto, si trucca, cerca di mettersi un po' in "tiro". Ho saputo da una vicina di casa che si è fidanzata e che deve sposarsi. Forse vuole rendersi più attraente per questo motivo.
    So che la sua famiglia è molto religiosa e bigotta, sappiamo tutti nel palazzo che ...
    ... sono convinti testimoni di geova. Di quelli bachettoni, quelli sempre con la puzza sotto il naso. Per questo non ha mai attaccato bottone con me.
    Io sono di quelli che loro con disprezzo chiamano "del mondo". Eppure non sono un cattivo ragazzo. Lavoro, non faccio del male a nessuno. Fumo, è vero, ma nessuno è perfetto.
    Una sera siamo tornati a casa alla stessa ora. Capitava spesso, ma quella sera era diverso. C'era qualcosa di diverso nell'aria.
    Abitiamo sullo stesso piano, l'ultimo, di un palazzo a 8 piani. Necessariamente dobbiamo prendere l'ascensore. Io era tornato un po' allegrotto dall'ufficio, avevo fatto happy hour coi colleghi ed ero ancora abbastanza brillante.
    Lei era tutta seriosa, imbronciata, quasi incazzosa. Tornava da quella che loro chiamano predicazione. L'ho vista qualche volta insieme a sua madre o ad altre ragazze della sua comunità, in giro, a suonare i citofoni. Quella giornata deve esserle andata storta, era particolarmente incazzata.
    Avevo appena chiamato l'ascensore, lei era entrata nel portone poco dopo di me e stavamo aspettando.
    Schiacciai il pulsante dell'ottavo piano, in religioso silenzio.
    Cercai di rompere il ghiaccio.
    
    - ho saputo che ti sposi...
    
    Lei continuava a stare in silenzio, con lo sguardo fisso nel vuoto. Non mi aspettavo una risposta, ma nemmeno questo gelido imbarazzo.
    Poi...
    Poi si è girata verso di me, squadrandomi da capo a piedi. Pensavo mi avrebbe risposto di farmi i cazzi miei, invece allungò la bocca sulla mia e ...
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