1. Il meeting di varsavia


    Data: 06/09/2017, Categorie: Etero Autore: italicker, Fonte: Annunci69

    ... portano a credere che te la daranno e poi ti lasciano con un palmo di naso (e il cazzo duro da passare sotto l’acqua fredda).
    
    Alla fine si convince che è il momento di salire, è quasi mezzanotte e domani la sveglia è alle sette. Nonostante tutto quel che hai bevuto è incredibile che tu non sia ubriaco, ma forse il testosterone in circolo ha disintegrato l’alcool ingerito riducendolo ad acqua fresca, boh? Lei lo sembra un po’ di più (“le donne non hanno il testosterone?” ti domandi “domani controllo su Wiki..”) ma nemmeno tanto. In ascensore giochi il tutto per tutto, ti avvicini e le dai un bacio, la abbracci e lei non si tira indietro, anche se arrivati al tuo piano vorrebbe continuare e andare al suo. “Ma dai, vieni a vedere la mia stanza.. ti ho detto che a me hanno fatto l’upgrade gratuito, e poi te ne vai..”.
    
    Accetta, non sembra convinta, ma l’alcool spiana la sua arrendevolezza. Entrate in camera, fai la scena di fargliela vedere e appena vicini la abbracci di nuovo, e lei a questo punto ti ricambia entrambi: abbraccio e bacio, profondo, pieno, voglioso come il tuo. Rimanete così un po’, ma poi le mani non resistono e si infilano sotto la maglia: vuoi sentire la sua pelle, vuoi sentire la sua dolcezza. Le accarezzi le spalle, ha una pelle di velluto, i suoi trentasei anni non tradiscono le aspettative. Continui a baciarla, ma a questo punto vuoi scoprirla, vuoi scoprire il suo corpo che ormai, pressato contro il tuo, ti sta trasmettendo tutta la sua voglia di ...
    ... essere preso. Le sfili la maglia, rimane in reggiseno, e le tue previsioni sulla taglia si sono avverate, ma sai benissimo che non è un problema: sono lontani i tempi delle tette grandi, ormai ti sei convertito ai seni piccoli. Non ti importa più che siano grossi, l’importante è che siano portati bene (e portare bene un seno piccolo è ben più difficile che portare un seno grande!), che rispondano ai tuoi stimoli…e questi lo sono. Li accarezzi, mentre la baci, li sfiori alla base per poi salire piano piano verso il capezzolo, ma senza arrivarci anche se lo vorresti. Vuoi farglielo desiderare, e i suoi gemiti e i capezzoli sempre più duri ti confermano che sta succedendo.
    
    Il tuo cazzo ormai si sta lamentando, ha cominciato a gocciolare di preparazione e preme per uscire, reclama la sua parte. Speri che la tua pancetta (ormai ce l’hai, non te la toglie nessuno!) non faccia effetto bromuro, ma non sembra proprio, visto che è lei a stringerti contro il suo corpo seminudo, per sentire il contatto della tua pelle. Quella cosa che tu ami così tanto, quasi ti stesse leggendo nella Mente, area Sesso, sezione Coinvolgimento preventivo.
    
    Sfilarle i pantaloni è ormai questione di abilità (ma che diamine di cerniere usano in Lettonia? Di castità? Se non fossi pacato la strapperei!) e non più di desiderio, perché è evidente che entrambi avete abbondantemente oltrepassato il punto di non ritorno. Rimanete in slip, tu con il tuo cazzo che gonfia la stoffa e lei con il pizzo a mal celare una ...
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