1. Stanotte non sono solo


    Data: 18/08/2017, Categorie: Gay / Bisex Autore: alexwriters, Fonte: Annunci69

    ... lo sento vibrare e mugolare sotto di me.
    
    Lo inondo di saliva, voglio scivolargli dentro, surfare nel suo canale bollente, aggiungo un dito e il sale della mia pelle e il suo sapore combinati sono un bouquet sopraffino.
    
    E’ stretto e solo un dito non è sufficiente, ne inserisco un altro e sforbicio, allargo e chiudo, vago alla ricerca della ghiandola magica. La accarezzo appena, la sfioro, brevi scosse per renderlo sempre più smanioso, più ingordo. Sento il suo anello che si contrae sulla mie dita, cerca di scoparsi da solo, ma glielo impedisco.
    
    Le sfilo e lo inchiodo al materasso, gli faccio sollevare ancora di più il culo e poi me lo prendo in mano e punto.
    
    Due, tre colpetti e poi entro, l’ho bagnato per bene e non c’è molto attrito ma la pressione è impressionante. Non mi preoccupo neanche del preservativo, ho bisogno di contatto, di carne su carne, di sentire tutto, di avere male, di essere reale.
    
    Affondo un poco e mi fermo, lo faccio abituare, lascio che mi accolga.
    
    Sento che il suo respiro torna normale, che si rilassa, che inizia a venirmi incontro, è il segnale, affondo di spinta e i suoi gemiti mi fanno capire che gli piace, che come me ne ha bisogno.
    
    Veloce, forte e intenso. Stiamo lottando contro il vuoto che ci divora da dentro, ci stiamo riempiendo l’un l’altro, e il bruciore che sentiremo domani, ci ricorderà che siamo vivi, che siamo reali, che non siamo soli.
    
    Affondo nel suo calore, mi stritola, mi accoglie, si adegua al mio ritmo. ...
    ... Alterno stoccate rapide e veloci ad affondi profondi, in cui bersaglio la sua prostata e ogni volta, ogni dannatissima volta, mi strizza il cazzo, lo risucchia ancora più in profondità, come se volesse staccarmelo, cose se volesse impedirmi di uscire.
    
    Continuo a martellarlo sempre più forte, le sue grida che fanno da contrappunto alle mie, cantiamo la gioia di questo incontro, cantiamo la vita, cantiamo l’estasi.
    
    Martello, martello, martello e perdo il ritmo, un calore bianco mi risale dai piedi alla colonna, scende dal collo al coccige, si annida alla base, lo sento invadermi, sento il cazzo che si ingrossa ancora, che freme e vengo.
    
    Vengo, vengo e vengo ancora.
    
    Mi sembra di schizzare l’infinito, lo riempio e grido la mia liberazione ma sono ancora affamato.
    
    Lo rivolto, gli affondo due dita dentro, e sentire la mia sborra, sapere che l’ho marchiato, che in questo momento è MIO mi stravolge. Lo guardo un secondo contrarsi, i suoi spasmi, la ricerca della liberazione, il suo sguardo implorante e finalmente lo assaggio.
    
    Ingioio il suo uccello e succhio, non uso tecnica, non lo stuzzico, voglio farlo esplodere, è sull’abisso, voglio farlo precipitare.
    
    Succhio, aspiro, risucchio, un filo di denti sulla cappella e lo sento tremare e poi finalmente si scarica nella mia bocca, a lungo, con getti pesanti e cremosi.
    
    Continuo a succhiare fino alla fine, fino a quando sibila perché il piacere è troppo e poi lo bacio, condividiamo il suo sperma e ci abbandoniamo al ...
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