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Gennyalata
Data: 01/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: VicentinoGrey
... Vacca troia puttana maledetta schifosa! Genny prese in mano le culottes e gliele ficcò in bocca per impedirle di gridare. -È pronto – affermò con piglio deciso guardando Massimo negli occhi – togli il cazzo da lì e infilalo qui dentro – poi proseguì, bisbigliando – e poi sbattila con foga! Massimo non capì l’astio che sembrava esserci tra le due amiche, ma essendo una proposta invitante, fece quanto chiesto da Genny: sfilò il cazzo lucido di umori, lo puntò sul buchino pulsante di Caterina e spinse lievemente. Lei mugolava fino a raschiarsi la gola, ma non si capiva se per il terrore di non sapere chi fosse il sodomizzatore o per il dolore che il membro di Massimo le provocava entrando nello stretto pertugio. Con molta calma e perizia, il ragazzo riuscì a farlo entrare tutto. Genny assunse il ruolo di regista e si premurò di rassicurare l’amica accarezzandole i capelli con un tocco delicato. Caterina si agitava in preda a un autentico terrore. Non vedeva nulla e non poteva sottrarsi alla penetrazione. Genny l’aveva bloccata su quel carrello e non poteva neppure gridare. -Adesso sta’ fermo un po’ – gli disse – dalle il tempo di abituarsi. Muoviti piano avanti e indietro, ma solo per pochi centimetri. Ecco, fermati ancora: lascia che si muova lei, ora. Caterina udiva la voce di Genny come se venisse da lontano: il suo corpo era ingovernabile. La cecità e il terrore di non sapere chi la stava possedendo le ubriacavano il cervello. La bocca tappata dalle sue culottes inumidite ...
... dai suoi stessi umori, il palato che bruciava ancora per il limone e il peperoncino, i capezzoli smanacciati, le tette colpite quasi duecento volte avevano saturato il suo cervello, il suo ano era dilatato, il suo retto riempito da un grosso uccello e ora non riusciva più a connettere. -Ci siamo: tiralo quasi fuori del tutto e poi rimettilo dentro. Poi fai avanti e indietro sempre più velocemente. Genny spostò uno sgabello per osservare la scena e continuare a sfiorare i capelli di Cate, ma non resistette alla voglia di toccarsi. Si tolse gonne e slip e iniziò a masturbarsi. Vide che Massimo stava aumentando la penetrazione e i movimenti sempre più ampi facevano oscillare le grosse mammelle dell’amica, mostruosamente allungate verso il basso. La sodomizzazione iniziò a diventare una prova ardua di sopportazione. Ogni volta che il cazzo entrava fino in fondo, Caterina mugolava su toni più alti. Genny era fuori di sé per il profondo compiacimento nell’udire i lamenti della compagna di classe. Massimo aveva perso il controllo e stava usando il retto di Caterina come una vagina. Si rese conto che la ragazza stava penando e quindi allungò una mano sotto il suo ventre per accarezzarle il clitoride. Bastarono pochi tocchi e Caterina soffocò delle grida a più riprese e, in preda all’orgasmo che la stava scuotendo, arrivò a spingersi istintivamente contro il bacino di Massimo per catturare dentro di sé anche l’ultimo millimetro di cazzo. Era troppo per tutti: nel giro di pochi secondi ...