-
Shopping con la mia Divina Padrona
Data: 01/06/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Annette Rayja
... un suo racconto erotico, ispirato dalla sua ricca fantasia e sospirato nell’orecchio mentre eravamo a letto, perché io mi eccitassi e sborrassi facilmente. La mia Padrona era ed è infatti molto brava ad inventarsi sul momento delle fantasiose storie erotiche. Racconti tanto ben articolari, realistici e "sporcaccioni" che mi basta solo ascoltarli ed appena mi sfiora con le sue dita, oppure io con le mie, già mi sborro. Di solito in questi racconti, io recito il ruolo della checca che lei conduce di notte sulla strada e costringe a prostituirsi, regalando il mio culo e la mia bocca a stupendi transessuali dai cazzi poderosi. Questi, deridendo il debole marito vestito e truccato da puttana, mi violentano sul bordo della strada o in macchina, tra le sue risate divertite. Questa proposta di portarmi una notte sulla strada me la fa spesso e seriamente. Sa quanto ho bisogno di un uomo che mi prenda, quanto profondamente lo desidero, ma la mia paura di essere scoperto è talmente grande che continuo sempre a rimandare. Rispondo sempre che lo faremo quando andremo in vacanza all’estero, dove nessuno può riconoscermi. Visto che ho tanto desiderio di darmi e farmi possedere, mi propongo, con la sua complicità, di farlo veramente. Altri racconti narrano di stuoli di uomini procurati da lei, volgari, sporchi e sudati, che in casa o in albergo abusano di me mentre lei, complice e nuda, guarda masturbandosi. Oppure ragazzi mori dai corpi splendidi, che si scopavano lei, mentre io, conciato ...
... totalmente da donna dalla parrucca ai tacchi a spillo, legato ad una sedia, sono costretto a guadare …senza potermi toccare. Poi, dopo che hanno finito con lei, se le viene pietà di me, può decidere se premiarmi invitandoli a scopare pure me. Il tutto termina con uno o più uomini che contemporaneamente mi sborrano il loro copioso seme in viso, rovinandomi il trucco e costringendomi a bere tutto il loro sperma, senza disperderne nemmeno una goccia. Oltre a questi racconti. capitava che di tanto in tanto in casa mi vestivo e truccavo da donna e Giulia, assumendo il ruolo della Padrona, mi umiliava e “torturava” infilandomi oggetti nel culo, come ad esempio zucchine o bottiglie. Nel contempo, mi frustava e mi stringeva i capezzoli oppure vi applicava delle grappette per i panni, provocandomi un dolore che diventava piacere. Di solito finiva col fare lei la parte dell'uomo e, mettendosi sopra di me, mi scopava. Quando ancora il pisello mi si induriva, fingevamo che quel bel cazzo duro tra le mie gambe in realtà appartenesse a lei e fosse lei che, montandomi sopra e prendendolo con una mano, lo cacciasse dentro la mia fighetta. Altre volte, man mano che io, trasformandomi in femmina sia nella mente che nel corpo, diventavo sempre più impotente, mi faceva mettere alla pecorina e usando un grosso cazzo di gomma, mi sfondava con energia. Come dicevo, all'inizio del nostro rapporto questo “farlo strano” avveniva più sporadicamente e si alternava alle volte in cui facevamo all'amore ...