1. Io Sono Elbe |8| Deja Vecu


    Data: 02/06/2019, Categorie: pulp, Autore: Cigno

    ... altri motivi, spesso le risultava difficile addormentarsi la notte. Il medico le aveva suggerito di gestire l'ansia e l'irritabilità con alcune gocce da tenere a basso dosaggio. Sebbene lei dava importanza ai protocolli per prudenza, ogni tanto faceva degli abusi. Quella sera, nonostante avesse già preso le sue gocce, si sentiva troppo agitata. Stava cercando dunque le pillole di sonnifero, in modo da dare un colpo definitivo a quella notte tanto difficile. Non riusciva a vedere bene le etichette, quindi dovette affidarsi agli occhiali. Per cercare gli occhiali da lettura si mise a tastare nel buio della cucina ogni superficie. Non ricordava dove potesse averli lasciati. Frustrata, provò ad accendere la luce. La luce non si accese. Sembrava essersi fulminata. La rabbia stava prendendo il sopravvento. La signor Merkel, già agitata, si agitò ancora di più. Doveva tra l'altro fare silenzio perché altrimenti il marito si sarebbe potuto svegliare. Si diresse dunque al ripostiglio dove conservavano le altre lampadine. Nel modo di aprire il cassetto, le rimase in mano il manubrio in acciaio. Lo osservò: Le viti si erano allentate. “Scheisse.” esclamò. [Merda.] Si diresse dunque alla cassetta degli attrezzi per cercare un cacciavite, realizzando che essa si trovava nel garage a piano terra. Non c'era niente da fare. Tornò in camera da letto e svegliò Herbert. “Herb...” “Che vuoi...?” rumoreggiò ad occhi chiusi Herbert. “Dove hai messo le chiavi del garage...?” Herbert strabuzzò gli ...
    ... occhi, mettendosi a sedere. “Che cosa devi andare a fare in garage?” “Mi servono i sonniferi.” rispose Angela. “E perché dovresti cercare i sonniferi in garage?” “In garage c'è la cassetta degli attrezzi. Nella cassetta c'è il cacciavite che mi serve per riparare il cassetto al cui interno ci sono.... Oh insomma! Dimmi dove sono le cazzo di chiavi, Herb. Non posso spiegarti sempre tutto.” “Tu sei pazza. Completamente pazza.” rispose Herbert. Angela prese le chiavi del garage e uscì di casa. Era notte piena. Il Box si trovava a poca distanza dal portoncino del palazzo in cui i coniugi risiedevano. Lo aprì e cercò la cassetta degli attrezzi, al cui interno trovò diversi cacciavite. Non sapendo quale potesse servirle all'occorrenza, decise di prendere la cassetta per intero. Non appena ebbe finito, richiuse il garage. Stava per rientrare in casa quando ad un certo punto, poco distante da lei, una porta si aprì con violenza. Una donna, abbastanza esagitata e impaurita, uscì fuori da quell'ingresso, correndo lontano, senza fermarsi. Angela Merkel, con la cassetta degli attrezzi ancora in mano, cercò di chiamarla a gran voce, attirando la sua attenzione. Nulla da fare. La donna sembrava non sentire nessuno, imperterrita nella sua corsa. Angela notò la porta lasciata aperta. Dunque, si avvicinò all'appartamento. “C'è nessuno?” disse, guardinga. Era un loft. Uno di quegli appartamenti amezzati. Il mobilio appariva scomposto. Il silenzio particolarmente funesto. Provò ancora una volta ...
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