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Io Sono Elbe |8| Deja Vecu
Data: 02/06/2019, Categorie: pulp, Autore: Cigno
... a chiamare, senza ricevere risposta. Entrò nell'appartamento. Avvertiva un odore strano. Un odore che non sentiva da tanto tempo. Odore di sesso. Sudore e ormoni. Tipico di Norman, il suo vicino di casa. La signora Merkel aveva ancora un olfatto molto affilato. Vide una porta aperta. Vi si avvicinò. Il salotto era troppo buio per i suoi occhi. Dovette accendere la luce. Una volta affacciatasi al ciglio della porta, capì che delle scale conducevano ad una specie di scantinato. Cercò di focalizzare lo sguardo ma non ci riuscì. “Qualcuno mi sente? la porta era aperta...” disse l'anziana donna. Un debole lamento sembrò raggiungere le sue orecchie. “Norm... sei li dentro?” disse Angela, preoccupata. Norman, il suo dolce vicino, era stato fuori città per qualche giorno. Angela non sapeva che sarebbe ritornato stanotte. Era sempre stato tanto caro con lei. Per qualche strano motivo, aveva avuto l'impressione che il giovane prestante avesse una qualche forma di interesse nei suoi confronti. Si offriva sempre di tenerle la spesa. Qualche volta andava lui stesso a prenderle i farmaci, quando il marito rimaneva a casa a dormire. Angela si sentiva a suo agio con quel giovane, al punto da non farsi troppi scrupoli nel cercarlo in piena notte, per assicurarsi delle sue convinzioni. Tuttavia, le circostanze erano inusuali. E quel lamento proveniente dal fondo della stanza non era rincuorante. Accese la luce delle scale. A quel punto, Angela Merkel, sessantottenne pensionata dall'animo ...
... rivoluzionario, emise un forte grido, lasciando cadere la cassetta degli attrezzi per terra, generando dunque un sinistro rumore metallico. Le sue urla svegliarono tutto il vicinato. Tutti, tranne il marito Herbert, che ne aveva avuto abbastanza delle stramberie della moglie e preferiva continuare a dormire. ------ “Non so che dirti... Alfred. Secondo me, lei è sempre stata un po' stronza con te.” Disse l'agente Jung al collega. “Ah, ma davvero? No dai...! Mi ha soltanto tolto l'affidamento dei figli, ha buttato fuori di casa me e il cane e mi ha perfino sputtanato di fronte tutti i nostri amici...” rispose Kleine. “Questo è quello che ha fatto dopo. Io parlavo di quello che lei ha fatto prima.” aggiunse Jung. “Prima di cosa...?” Chiese Kleine. “Prima che sapesse di te e Melanie...” completò Jung. “Lei non avrebbe scoperto un cazzo, se non fosse stato per quell'investigatore privato che ha assoldato.” rispose Kleine, addentando un panino con il leberwürst. “Per questo ti dico. Secondo me lei è sempre stata stronza con te. Non ha mai avuto fiducia nel vostro rapporto...” disse Jung, immergendo il suo pezzo di salsiccia nella salsa al curry. “Era sempre sospettosa....” disse tra sé e sé Kleine. “E tu sempre impegnato a lavoro...” ribadì Jung. “E lei sempre troppo critica nei miei riguardi...” aggiunse Kleine. “Convivere in un ambiente del genere è dura.” rispose Jung. “Già. Dici che è per questo che ho avuto bisogno di Melanie?” domandò Kleine. “Può darsi, Mein Freund. Oppure, hai ...