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Io Sono Elbe |8| Deja Vecu
Data: 02/06/2019, Categorie: pulp, Autore: Cigno
... avuto bisogno di Melanie per via del suo culo da oscar...” rispose Jung. “Mein Gott, amico. Che culo, quella donna.” rispose Kleine. Entrambi risero. Kleine per poco non si affogò con un morso al panino. Jung battè un colpo sulle sue spalle. “Ehi, Mein Freund, Se hai bisogno di qualsiasi cosa, sappi che io e mia moglie saremo sempre a disposizione.” disse Jung. “Avete 140mila euro e un appartamento, per caso?” disse Kleine, scherzando. Jung sorrise, rimanendo in silenzio. “Grazie, Gustav. Lo apprezzo tanto.” aggiunse Kleine, sorridendo mestamente. Dalla porta d'ufficio, entrò un giovane agente in divisa. “Commissario Kleine, vicecommissario Jung. Dovreste venire con me.” disse il giovane. “Che succede, Conrad?” chiese Kleine, con in mano ancora il panino e il fazzoletto ancora appeso al colletto. “Ha chiamato una certa Angela Merkel. A quanto pare è un caso particolare. Serve che veniate in sala di coordinamento.” rispose l'agente. “Angela Merkel? La cancelliera Angela Merkel ha chiamato la polizia?” domandò Jung, sgranando gli occhi. “No. Non quella Merkel. Almeno, non credo.” rispose l'agente, imbarazzato. Non aveva pensato al buffo caso di omonimia. “Che scherzo è questo, Conrad?” chiese Kleine, togliendosi il bavaglio. “Per favore, verreste a rispondere voi al telefono? Non la smette più di urlare.” -------- Alice si risvegliò in un letto d'ospedale. Aveva una flebo attaccata al braccio. Una infermiera le stava monitorando i parametri. “Cosa....” cercò di dire Alice, con ...
... la bocca impastata. “Nie, nie, nie, Liebste.” Disse l'infermiera. [“No no no, tesoro.”] “Non muoverti. Sei ancora abbastanza debilitata. Stai tranquilla. Ti trovi in ospedale. Io sono Julia e sei al sicuro, adesso. Va bene? Quando questa flebo sarà terminata, arriveranno i medici. Non hai più alcun motivo di preoccuparti.” Alice si limitò ad annuire. La testa le scoppiava in modo inenarrabile. Osservò il candore delle pareti. Il bianco del soffitto illuminato dalle luci al neon. Non era per nulla somigliante al tetto della propria stanza da letto. In quel momento avvertì tutta la distanza da casa. Pianse. Pianse a dirotto. L'infermiera le posò una mano sul braccio, mostrando un sorriso di apprensione e di conforto. Intuiva cosa le passasse per la mente. Il compito dei professionisti della salute non si limita al curare le ferite del corpo, ma anche quelle dello spirito. Il corpo sarebbe migliorato in fretta dopo una infusione di liquidi. L'animo, no. Alice fu dunque raggiunta da un medico che le fece qualche domanda rapida di anamnesi. Nome. Cognome. Età. Professione. Precedenti patologie. Tutta la trafila. La visitò con cura. “Cosa è successo...?” domandò Alice. Il medico spiegò che era stata trovata priva di sensi in mezzo alla strada. Dal punto di vista organico non sembravano esserci problemi, sebbene ci fossero alcuni segni sul corpo che destavano sospetto. La polizia sarebbe arrivata pochi minuti dopo. Alice rimase in silenzio per tutto il tempo rimanente, svuotata da ...