1. AMNESIA


    Data: 10/06/2019, Categorie: Etero Autore: Browserfast

    ... come una dannata per impalarsi sempre di più, spingerlo sempre di più nel suo profondo.Erano ricaduti sul letto, lei sopra di lui. Le aveva morso il labbro, invaso la bocca con la lingua. Un altro bacio brutale e violento che le aveva impedito di riprendere fiato. Con il cazzo la stava scopando, con la bocca la stava soffocando.Le onde dell�orgasmo sembravano amplificate da questo trattamento, la fica le pulsava, le pareti della sua vagina stringevano il suo membro.L�aveva staccata dalla sua bocca e lei aveva ripreso a respirare, aveva continuato a scoparla e lei aveva ripreso a urlare.- Mi piacciono le tue urla, mi fanno impazzire � le aveva ringhiato afferrandola per le natiche e tirandola verso di lui sempre più velocemente. Anche i suoi strilli erano diventati più veloci.- Dimmi che sono una troia! � aveva urlato.- Sei una grandissima puttana, Sara. Sei la mia grandissima puttana.Sara aveva sentito l�imminenza dell�orgasmo, lo aspettava, lo supplicava. Era come se non si potesse più vivere senza quella cascata di orgasmi.Quello che non si aspettava era il suo dito medio che le era affondato all�improvviso nel buco del culo appena partito il primo urlo di piacere. Affondato per quanto fosse possibile. Un nuovo urlo che si era sovrapposto al primo, più di piacere che di dolore.Mentre di dolore era stato sicuramente lo strillo lanciato quando lui era scattato in avanti e le aveva morso un capezzolo. Ma anche questo si era miscelato con i primi due. In quel preciso momento ...
    ... Sara si era sentita una puttana urlante. Si era sentita sciogliere mentre lui le inghiottiva l�intera mammella.Si era sentita tremare e precipitare singhiozzando sulla sua spalla ansimando quel nome di cui adesso aveva perso cognizione.- E questo è abbastanza? � le aveva chiesto lui quando si era ripresa.- Non è tutto, ma è una bella parte � aveva risposto Sara ansimando ancora leggermente, risalendo sul cuscino e fissandolo � sicuramente è una parte che manca.- Come la chiameresti?- Non sono obbligata a chiamarla, me la prendo e basta.Lui le aveva puntato l�indice contro, muovendolo leggermente come a dire che la risposta per lui poteva bastare.Perché fare tante parole � aveva continuato Sara � è tutto così chiaro.Lui si era alzato e si era diretto verso il bagno, aveva riempito mezzo bicchiere d�acqua e poi aveva preso una sigaretta dalla giacca.- Potresti avere bisogno di razionalizzarla, prima o poi � aveva detto.Sara ricordava di avere allargato le gambe e di essersi aperta la fica con le mani, in un gesto così spontaneamente osceno che solo a ripensarci ora le vengono i brividi. Lo stesso brivido che aveva letto negli occhi di lui.- Ti ho letto... - gli aveva detto guardandolo dritto in faccia - sono io che ti ho voluto per prima....Lui si era avvicinato, aveva bagnato il filtro della sigaretta in quella pozza di umori caldi e se l�era accesa sdraiandosi accanto a lei. Sara per qualche istante aveva continuato a sentire lo sfregolio della carta sulle labbra interne della ...
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