1. La donna nel buio


    Data: 10/06/2019, Categorie: Etero Autore: aspassoconme

    ... piccolo e ben rotondo, la ragazza non era robusta, poi entrando da dietro, dentro le mutandine, senti che queste erano di merletto, leggerissime “di che colore sono queste mutandine?” chiese sperando di sentire una voce, nulla. La conchiglietta era totalmente bagnata, si sentiva ancor prima di giungervi. Tutto intorno umido. Mise il dito indice, no troppa passione c’ era in quella figa, ce ne volevano due, mentre stava godendo come un dannato con quella bocca che invogliava all’eruzione, godeva anche nel sentire quanto quella ragazza lo desiderasse .
    
    Ella emise un gridolino di irresistibile piacere, quando con due dita Dario iniziò ad accarezzare la parete alta interna, che con quel massaggio al tatto diventò rugosa. “Minchia quanto sei porca cosi mi fai venire subito”, lei si bloccò, chissà per quale motivo, lui non aveva difficoltà a fare una "doppietta" ma questo lei forse non lo sapeva, lui imperterrito continuò e lei da lì a poco riprese e quando ciò avvenne era pronto alla eiaculazione “ti prego, non fermarti, ti prego fammi venire ora, liberami” succhiò più forte la cima, leccò tutto il cilindro, poi ancora il glande e nell’ altro corpo le dita ormai erano diventate tre e navigavano in un mare di desiderio. “Fammi spruzzare le tue tette mentre sento la tua figa bramosa che viene con me”. “Oh-oh” disse la voce femminile, lui “ci sono metti il cazzo sulle tette che ti sto inondando” cosi fece. Magistralmente il membro fu impugnato e diretto verso il seno, colpi ...
    ... secchi e decisi di quella mano femminile sostituirono le labbra, mentre la mano di Dario era bagnata fino al polso, vennero contemporaneamente, lui sentì l alito della ragazza sulla propria bocca mentre gemeva all’ arrivo dell’ orgasmo.
    
    Il pene non ebbe neanche una minima oscillazione verso il basso, sentì i fazzolettini spacchettati, lui disse “adesso basta, voglio vederti, devo” ma sentì il suo polso bloccare il movimento della mano con una presa, piccola ma decisa di un’ altra mano. I fazzolettini sulla pelle, riconobbe quel suono familiare, poi il finestrino aprirsi e richiudersi, tutti movimenti che lui riconosceva perché ripetuti nella sua vita tante volte. Quell’ odore, mentre lei si ripuliva. Era inebriato da quell’ odore che emanava la pelle della ragazza, caspita che buono, l’ aveva già sentito, no non l aveva sentito era la sua immaginazione, si disse. Interruppe il pensiero quando lei richiuse il vetro. Quel martello era sempre che indicava le h12, la ragazza lo riprese in mano, poi senti il suo fiato, un odore dolciastro mentre riprendeva ad avvicinarsi al suo viso. Era alla frutta questo profumo, no non era alla frutta , era come frizzante, corrispondeva all’ energia di questa ragazza, lo respirò, senti i suoi pantaloni cedere verso le ginocchia, aiutò a favorirne la discesa , le cosce della ragazza tra le sue, la punta strusciare lungo tutta la riga, il peso della ragazza pressare sul suo cazzo lasciato all’ esterno, il prepuzio muoversi, lei comprimere il suo ...
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