1. Le avventure di Laura, la moglie cagna (2a Parte)


    Data: 23/10/2017, Categorie: pissing, Autore: Henry Chinasty

    ... vestitino leggero, con una discreta scollatura e con la gonna corta, a campana, sandali estivi con una leggera zeppa che la slanciavano quel tanto che bastava e le esaltavano le caviglie sottili, i polpacci armoniosi e il suo fantastico culetto. Verso le 20:00 raggiungemmo lo stadio con un’ora d’anticipo. Prendemmo posto e Laura iniziò a parlare a ruota libera, rideva in continuazione. Il vino bianco doveva averla portata un po’ troppo su di giri. Ogni tanto ci baciavamo e tra un bacio e l’altro, a un tratto, mi guardò intensamente negli occhi, si fece seria e mi disse: “Stanotte mi scopi sul treno? Non l’abbiamo mai fatto in treno.” “Certo che ti scopo sul treno puttanella mia.” Risposi. “Avrei voglia di prendertelo in bocca qui, adesso, davanti a tutto lo stadio, ma poi ci butterebbero fuori e mi perderei il concerto.” “Vorrà dire che la prossima volta prenderemo i biglietti per un concerto che non ci interessa” Rise di gusto, a bocca spalancata. Era meravigliosa. Il concerto fu molto bello, durò quasi due ore. Laura era felicissima che l’avessimo visto insieme, ma bisognava correre, avevamo meno di 40 minuti per raggiungere la stazione centrale e avremmo dovuto fronteggiare il traffico del post-concerto. Decidemmo di prendere un Taxi. Chiedemmo al tassista se secondo lui ce l’avremmo fatta a raggiungere la stazione Centrale in 40 minuti, lui rispose che saremmo arrivati con 10 o 15 minuti d’anticipo. Milano era piena di corsie preferenziali, non era Roma. Ci ...
    ... tranquillizzammo e cercammo di goderci la corsa. Ci sdraiammo comodi sui sedili e col favore della penombra ci baciammo appassionatamente e molto a lungo. Ci toccavamo da sopra i vestiti, come quando eravamo al liceo insieme, eravamo eccitatissimi. Anche il tassista sembrava avesse intuito qualcosa, ma non credo che dallo specchietto retrovisore riuscisse a vedere quello che stava succedendo lì dietro. Mia moglie era fuori di se, sembrava in estasi. Continuava ad accarezzarmi sopra la patta dei jeans. Io le infilai la mano tra le gambe, le spostai le mutandine e con un dito raccolsi il suo nettare. Era fradicia, dovetti usare due dita per evitare che tutto quel succo gocciolasse via. Avvicinai le dita intrise del suo sesso alle sue labbra, le spinsi dentro e lei succhiò. Fece per aprire la mia patta ma io la bloccai: “No! Devi prendermelo in treno, a tempo debito, manca poco. Togliti le mutandine piuttosto.” “Vuoi Mandarmi in giro per la Stazione Centrale di Milano con la gonna corta e larga e senza mutandine?!” “Si” “Vuoi guardare mentre mi violentano?” “Mi piacerebbe ma… no, voglio solo che tu senta i brividi per il rischio che stai correndo. Toglile.” “Si amore.” Laura si sfilò le mutandine e me le porse. Erano zuppe, sembrava si fosse fatta la pipì addosso. Le sussurrai: “Queste le lasciamo qui, così quando il tassista le troverà si farà una bella sega sognando di annusare la fica bagnata di mia moglie.” “Porco!” “Puttana!” “Scopami!” “Tra poco amore.” Poco dopo arrivammo alla ...
«1234...8»