1. Le avventure di Laura, la moglie cagna (2a Parte)


    Data: 23/10/2017, Categorie: pissing, Autore: Henry Chinasty

    ... stazione, pagai la corsa al tassista, gli dissi che la mancia l’avrebbe trovata sul sedile posteriore, lui non capì. Cercammo il binario 12, dove ci attendeva il treno, avevamo ancora quasi 10 minuti. Laura volle fermarsi a prendere una bottiglia d’acqua per la notte. Avevamo tutto il tempo. Facemmo ancora qualche passo e fummo al binario 12. L’Intercity ci apparve davanti. Da fuori sembrava vecchio e fatiscente. Faceva un costante rumore di ferraglia, per niente rassicurante. Entrammo, passammo davanti ai bagni e ci mettemmo a cercare la cabina numero 16. La porta era chiusa, bussai delicatamente e la aprii senza aspettare che qualcuno dicesse “avanti”. Fu una visione orribile. La cabina era scura, fatta quasi interamente di legno marcio e ferro arrugginito. C’erano 4 brandine pensili, 2 in basso e 2 in alto e infondo, oltre i letti, il finestrino. A destra del finestrino c’era un piccolissimo lavabo angolare col rubinetto che sembrava rotto, montato su un piccolo mobiletto con un’anta sola. I letti di sotto erano già occupati. In quello a destra se ne stava sdraiato con i piedi accavallati un omone sulla sessantina, quasi calvo, con un gran paio di baffi ancora neri malgrado l’età. Indossava una canotta lisa e macchiata e un paio di boxer bianchi. Leggeva un libro ma non riuscii a leggerne il titolo. Nel letto a sinistra c’era un altro omone, semi-seduto, con la testa appoggiata allo schienale. Sembrava un po’ più giovane dell’altro, tra i 50 e i 55 anni. Aveva ancora ...
    ... tutti i capelli e non si rasava da almeno un paio di giorni. Anche lui indossava solo le mutande e una t-shirt bianca con la stampa del frontale di un camion e la scritta: “Iveco Cavalier Truck of the year 1993”. Giocava col cellulare. Probabilmente erano entrambi camionisti che tornavano a Roma a prendere il mezzo. Li salutai dicendo “Buonasera” ed entrai. Loro risposero al saluto senza neanche distogliere lo sguardo dal libro e dal cellulare. Laura entrò dietro di me e capì subito che avremmo dormito poco quella notte. Sul volto le si stagliò un’espressione che era un misto tra eccitazione e preoccupazione e forse sapevo perché. Sapeva che quella notte l’avrei scopata e che quindi avremmo avuto degli spettatori ma sapeva anche che indossava un vestitino corto e largo e avevamo lasciato le mutandine nel taxi. Avrebbe dovuto salire la scaletta per raggiungere i letti in alto, mettendo inevitabilmente in bella mostra le sue nudità. Questo li avrebbe sicuramente resi molto più che semplici spettatori. Mia moglie non portava le mutande e stava per mostrare la fica ad entrambi, sarebbe stato tutto lecito per loro, era fin troppo evidente. Le tenni la scaletta e le dissi di salire. Lei si tolse le scarpe e salì sul letto di sinistra, di fronte all’uomo con la canotta lisa e proprio sopra quello con la t-shirt. L’uomo calvo girò la testa di 90 gradi, intento a non perdersi neanche un secondo di quella scena a dir poco inusuale. L’altro fece addirittura di peggio, dato che era proprio ...
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