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La propria schiava
Data: 20/11/2019, Categorie: Etero Autore: torromato
... in pace e sognava la cuccia del cane dove aveva passato la seconda notte in quella casa, un posto suo dove stare, un posto adatto ad animali, ma lei lo era, lo stava diventando sempre di più, quella cuccia l’agognava con le sue ciotole zincate dove immergere la faccia per bere e mangiare. Sonno, voglia di riposare mentre era lì in piedi ed aspettava il suo turno, in mezzo al fetore degli animali e al loro muggito. Ormai era rilasciata, non si teneva più i seni con le mani, ma aveva le braccia distese lungo i fianchi, la testa era leggermente abbassata e non pensava più a niente …..tutti in fila compresa lei e finalmente fu sul palco e da lì, si guardò attorno per vedere un posto libero dove farsi attaccare gli imbuti per essere spremuta e …..vide Natalia, ma con lei c’erano delle persone nuove, gente che non aveva mai visto, prese paura, le ritornò in mente la frase che l’altra donna aveva detto poc’anzi a proposito del camion trasporto cavalli con la targa estera che era fermo in cortile . Erano due, una coppia che la guardava, Natalia la indicò alzando il frustino da cavallerizza e la invitò a inginocchiarsi su quella pedana, era quasi un palco, lei lo fece e le furono messi immediatamente i tiralatte….ne ebbe un sollievo immediato, era in ginocchio, le altre due persone si avvicinarono a lei, e lei si mise immediatamente in posizione come le avevano insegnato. In ginocchio, si erse con il busto e si portò le mani dietro alla nuca, come per mostrarsi e fare in modo ...
... che il padrone o eventuali suoi ospiti non avessero impicci nell’accarezzare o soppesare e pizzicare il suo corpo. Sembrava un essere di un altro pianeta con quei tubicini che si dipartivano dai suoi seni e …..si vedeva chiaramente il latte che vi scorreva, il suo latte…….Aspettava, le chiesero di aprire la bocca, cosa che lei fece prontamente e ….un dito le entrò e le andò a controllare i denti, come realmente si fa con i cavalli…parlavano in una lingua sconosciuta, la donna in particolare, una bionda molto alta e formosa le accarezzò le tette soppesandogliele e poi per finire le infilò un dito in figa come per sentire se fosse bagnata ….nel frattempo l’uomo si era ritirato e aspettava,,….ma la donna insisteva, a quel dito che la esplorava fu aggiunto un altro e un altro ancora, ora aveva tre dita che la esploravano, brividi, piacere dato dall’uso sapiente che la donna ne sapeva fare e dall’umiliazione a cui era sottoposta. Smisero, la guardarono e per finire dovette leccare a fondo quelle dita che le avevano ravanato la figa entrandole dentro e uscendone lucide del suo piacere. Succhiò avidamente, tremava, si accorse che stava godendo per quello che le facevano e le stavano facendo provare…e poi lentamente si riebbe. Gli altri la osservavano, la soppesavano quasi si immaginassero che cosa le avrebbero fatto fare. Si sentiva impacciata ma le piaceva, un fondo di esibizionismo nel mostrarsi ridotta in quegli stati ….era più forte di lei…il piacere le giunse inaspettato e si ...