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La propria schiava
Data: 20/11/2019, Categorie: Etero Autore: torromato
... irradiò dal suo ventre in tutto il suo corpo, La lasciarono così in mezzo agli altri animali mentre l’orgasmo la scuoteva tutta. Ora era sola, la mungitura procedeva, il collare le pesava , le sembrava quasi impossibile che quella piccola cinghia di cuoio si facesse così sentire sul suo collo . Natalia l’aveva stretta in modo che le aderisse perfettamente e la mungitura finì. Ora le sue tette erano flaccide, vuote, le staccarono gli imbuti, rimaneva il segno rosso sui suoi seni per la pressione di quelle ventose, ma…era finito, ora non voleva altro che andare a dormire di rannicchiarsi in quella cuccia per cani che agognava come un miraggio e,, le scappava, non era piscio ma altro, doveva andare in bagno ma non sapeva come chiederlo o a chi chiedere, per qualunque cosa facesse doveva chiedere il permesso. Giunse la fantesca, la cuoca, quella donna la odiava, non la poteva vedere, era venuta lei al posto del marito per portarla via, o nella casa o in qualunque altro posto. Fu fatta scendere da quel palco, vide staccare il contenitore di latte che aveva ...
... riempito e sentì il cloc del guinzaglio sul suo collare, il moschettone si chiuse, continuava ad essere un animale e niente altro, lo strattone e fu fatta scendere, sapeva che doveva seguire quella donna che si fermò per un momento a guardarla, e lo chiese. Doveva andare in bagno, un momento d intimità, lo stimolo era fortissimo, aveva paura di farsela addosso, i suoi muscoli erano stati allentati da tutto quello che le avevano fatto la notte precedente, era quasi terrorizzata. Lo bisbigliò all’orecchio della sua carceriera che per tutta risposta si mise a ridere. Fino all’ora di pranzo le disse puoi riposare e vedi di arrangiarti, ti porto alla cuccia, nel pomeriggio avrai un allenamento e domani partirai, ma questa sera dovrai servire la cena agli ospiti. Questo è il quanto per il resto non mi interessa…Parole dette con una cattiveria unica, si divertiva a farla star male come per marcare il potere che aveva su di lei e così si avviarono verso le cucce dei cani. Sentiva il loro abbaiare…camminava diritta e tesa mentre lo stimolo si faceva sentire sempre di più.