1. Regalo di natale di un trasportatore di carbone - 3


    Data: 07/11/2017, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... baracca.
    
    La prima volta che ci ero entrato, non mi ero accorto degli strani anelli di metallo che pendevano ai quattro angoli della stanza. me ne accorsi in quel momento, quando i tre uomini ci attaccarono delle lunghe cinghie di cuoio, che poi mi legarono alle braccia e alle gambe. Con un forte strattone, Durran le tirò tutte e quattro e io mi ritrovai teso a mezz’aria nel centro della stanza, legato come un’oca di Natale! Ecco quello che mi fecero.
    
    Allora sentii il pollice enorme di Rich aprirsi la strada nel mio buco del culo e mi contorsi come un pesce preso all’amo.
    
    “Sì, bene così, - grugnì lui – salta su di me! Fottiti su questo pollice! Dai, fatti sborrare il culo!”
    
    Intanto, Carsey mi aveva avvolto un’altra cinghia attorno alla fronte e l’aveva fissata ad un anello sul pavimento. Quando tirò la corda, la mia testa fu piegata verso il basso. A quel punto, lui ci si piazzò sopra a gambe larghe e quando lasciò andare la cinghia, la mia faccia schizzò in alto, diritta al centro del suo culo! Oh, Dio, che schifo! Mi sentii soffocare e tossii: potevo a stento respirare!
    
    “Leccamelo, ragazzo!”, mi ordinò Carsey.
    
    Dannazione, ma perché proprio i più belli devono essere i più schifosi? Con la testa bloccata fra le sue gambe, non avevo molta scelta. Dischiusi le labbra, sporsi in fuori la
    
    lingua e leccai quell’orifizio disgustosamente viscido e rugoso.
    
    “Ahhh, sìììì…”, ronfò lui soddisfatto.
    
    Il suo buco del culo, aperto e grinzoso, sembrava ammiccare ...
    ... verso di me e potevo percepire i brividi che gli facevo scorrere attraverso il corpo. Fu questo a darmi lo sprint.
    
    “Annnghhhh, Gesù! Dio! – ansimò – Ah, non ce la faccio più! – disse poi, scostandosi da me – Dio, ragazzo, sei davvero un fenomeno! Chi ti ha insegnato a farlo?”
    
    “Durran, probabilmente.”, borbottò Rich.
    
    “Eh? Cos’è che ho fatto?”, sembrò svegliarsi Durran.
    
    “Perché, allora, non l’hai mai fatto pure a me?”, continuò Carsey, senza ascoltarlo.
    
    Ma Durran era in calore. Il suo cazzo svettava simile al fusto di un cannone e i suoi coglioni erano bollenti, agganciati stretti all’inguine come un paio di piccole bombe a mano.
    
    “C’è un modo – borbottò, lisciandosi il cazzo - per stabilire chi di noi tre si debba fottere per primo questo ragazzo? Come dobbiamo regolarci?”
    
    “Per la miseria, amico, - rispose Carsey con la sua voce profonda e roca – lasciamo che sia la natura a guidarci . Nessuno dev’essere lasciato fuori. Tiriamolo su.”
    
    Strattonarono le corde e venni sollevato ancora più in alto. Mi resi conto con un certo timore che non sarei stato capace di rimanere a lungo appeso in questa posizione: i polsi e le caviglie mi sarebbero stati tagliati dalle cinghie di cuoio. Ma nessuna paura: quelli spinsero il letto proprio sotto di me, così mi ci ritrovai adagiato sopra.
    
    Ero, però, sempre legato a pancia in su con le braccia e le gambe divaricate, come piaceva a loro. Ero del tutto impotente. Carsey fu il primo alla monta. Ero già stato chiavato due ...