1. Megastore prima parte


    Data: 11/12/2019, Categorie: Etero Autore: werthex

    ... o se avesse indugiato, se fosse un uomo speciale che amasse come lei prolungare con sofferenza il piacere futuro esitando prima di consumare, per aumentare il desiderio. Lei avrebbe voluto quel cazzo vicino alla bocca, dritto, bagnato, profumato dalle secrezioni della sua cappella lucida e turgida indugiare, allontanarsi e avvicinarsi. Avrebbe voluto sentire le guance sfiorate dal contatto umido e vischioso del suo cazzo eccitato. Per poi, perché Letizia si conosceva bene, prenderlo tutto in bocca fino in fondo alla gola, sentirsi riempita sino a soffocare, quasi, farlo impazzire succhiandolo e tirandolo fuori dalla bocca per respirare. Letizia amava allora guardare il cazzo bagnato dalla sua saliva vischiosa. Guardare la saliva filare e circondare le sue labbra golose e il cazzo dritto e vibrante appena sfilato. Giocare con quei fili di saliva, farli scorrere lungo il cazzo, impastato di saliva, spargere la sua saliva, tantissima saliva, lungo tutto il cazzo, giù fino allo scroto.
    
    Amava sentire la mano zuppa scorrere sul membro eretto e duro fino alle palle e portare la saliva filante sotto, giù, al buchetto del culo serrato in attesa del suo dito per dischiudersi come d’incanto.
    
    Si domandava che tipo di uomo potesse essere Marco, se fosse porco come lei desiderava, se avesse potuto incularlo come ogni tanto faceva con ...
    ... suo marito infilando nel retto tutto il dito e massaggiando la prostata che sentiva gonfiarsi ,o fosse un uomo in fin dei conti come tutti gli altri, che pensava solo ad infilare il cazzo nella vagina e sborrare li più velocemente possibile, incurante delle sue voglie di donna libidinosa e golosa. Si allontanò di qualche passo da lui per osservarlo meglio.
    
    Era bassino e piuttosto paffutello, aveva i capelli ingrigiti e sulle mani i peli biondi. Si chiese se anche dentro le sue mutande avrebbe trovato dei peli biondi a circondare quel cazzo così evidentemente eretto e stampato sui suoi pantaloni.
    
    Cercò di distrarre quella voglia insistente di cazzo, e guardò i suoi vestiti. Portava tutti capi firmati, dalle scarpe alla maglietta, ma li indossava con noncuranza, quasi sciattamente. Alternava accessori economici ad altri lussuosi con la non curanza di chi vuol apparire a tutti i costi semplice malcelando la sua sofisticazione.
    
    Si sforzò di non far trapelare le sue emozioni, anche se ormai l’odore delle secrezioni della sua vagina era così forte da imbarazzarla. Andarono così, eccitati e in attesa di un qual cosa che nessuno dei due sapeva come potesse accadere, tra le corsie del megastore, mentre la voce saudente di una annunciatrice informava che al reparto panetteria era stata appena sfornata la pizza bianca.
    
    1 CONTINUA. 
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