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La chiamano Mimì
Data: 13/12/2019, Categorie: Etero Autore: Dandy Rotten
LA CHIAMANO MIMìLa prima volta che sentii un'attrazione per Mimì avevo sei anni e mezzo. Lei ne aveva nove e aveva appena finito la quarta elementare. In quel mattino di giugno, con l'estate appena iniziata, e con la scuola appena terminata, ero uscito di buon mattino per andare nella campagna vicino a casa... l'estate mi aspettava ed io ero un bambino che finalmente poteva avere tutto il tempo per giocare, tutto quel tempo perduto durante l'anno... tutto quel tempo che la scuola mi rubava... tre mesi di gioco e tranquillità! La mia intenzione era quella di giocare alla guerra, così mi portai dietro la fionda.Mimì (che poi il nome era Anna Rosa e non so ancora adesso da dove avevano tirato fuori quel suo nomignolo), mi passò di fianco sullo stradone che separava il campo di granturco da quello degli asparagi, incrociando il mio cammino con i suo riccioli biondi e un vestitino intero rosso con margherite disegnate sopra, corto tanto che le lasciava scoperte le gambe. Si trascinava dietro un carrettino di legno con sopra alcune bambole, mi guardò, mi riconobbe come un bambino che frequentava la sua stessa scuola anche se molto più indietro, mi sorrise e salutò aprendo e chiudendo la mano. In quel momento, mi balenò in testa un'idea maligna... non so perché, ma da bambino, quando mi trovavo solo, lontano da tutti, mi venivano in mente tutte le più impensabili marachelle da combinare: dal rubare la frutta dagli alberi, allo scrivere biglietti anonimi e minatori da mettere su ...
... davanzali di finestre di qualche casolare dove vivevano persone anziane e dove sapevo che i giovani erano andati nei campi o nei frutteti... dal suonare i campanelli e poi scappare al rompere i vetri di finestre o di auto con sassate... e tante altre mariolerie... da quelle più innocenti a veri atti di teppismo che non distinguevo dalla scherzo... beh quel mattino, mi venne in mente di combinare uno scherzo, o meglio un dispetto a Mimì.Mi nascosi dietro un grosso masso che stava quasi all'angolo dello stradone, nei pressi delle pannocchie (ancora piuttosto acerbe dato che si era in giugno), e cercai un sasso con cui caricare la fionda... l'avrei colpita sulle chiappe e avrei sentito le sue urla di dolore! Mi illuminai di gioia maligna quando vidi che si fermava a giocare sul ciglio a poco più di venti metri avanti. La mia ricerca del sasso si fece più calma e rilassata, il tempo c'era, bastava non farsi vedere... ma fu allora che accadde l'imprevisto...Una farfalla variopinta, si avvicinò a Mimì, la quale tese la mano, aprendola e sorridendo. La farfalla le si posò sul palmo, sbatté un po' le ali, poi si fermò. Restai sbalordito... abituato com'ero a inseguire di corsa le farfalle per ore, senza riuscire mai a prenderle, né con le mani, né con il berretto... pensai di assistere a un miracolo... poi l'invidia si impadronì di me... cercai ancora più freneticamente un sasso da lanciare a quella biondona che si permetteva di avere più fortuna di me! Ma mentre si chinava a novanta ...