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La chiamano Mimì
Data: 13/12/2019, Categorie: Etero Autore: Dandy Rotten
... buio, alla folla che nel frattempo si era creato in pista e fuori a vederci e a stanarci, ma si avvicinò gridandocene di tutti i colori. A me diede del porco infame, del bastardo dentro e fuori, e del troglodita soddisfatto mentre con Mimì fu più pesante, la chiamò: baldracca di bassa lega, puttanella da strapazzo, vacca senza latte e troia schifosa. Mimì, che aveva un senso dell'umorismo fuori dalla norma, la guardò bene e si lasciò andare a un fragorosa risata. In quel momento pensai che la grassona le si sarebbe scagliata addosso, e vista la mole non sarebbe stato un bel lavoro... se solo si fosse sognata di fare male a Mimì avrebbe dovuto risponderne a me... ma tutto ciò che fece fu scoppiare in pianto e gridarmi:-Torni a casa a piedi!!!Mimì la guardò allontanarsi e guardò me.-Ma chi è? La tua fidanzata?-No!!! Non so nemmeno come si chiama! Mi ha dato un passaggio in auto nel venire qua, ma non so proprio chi sia...-E allora che cazzo vuole da noi?-Che mi venga un colpo se lo so!Pochi minuti dopo, decisi ad andare in fondo a ciò che sui divanetti avevamo cominciato, ci trovammo sul suo fuoristrada diretti verso il mare con la notte davanti e alle spalle. Ci accampammo in spiaggia per passarvi la notte, Mimì aveva nel bagagliaio del fuoristrada della legna e della diavolina per accendere un falò, poi sistemò un plaid sulla sabbia e sopra di esso un sacco a pelo convertibile a due piazze. Poi alzò il volume dell'autoradio e iniziò a ballare come una baccante attorno al ...
... fuoco al ritmo della musica, invitandomi a ballare con lei, e ballammo finché non cademmo eccitati sul plaid, poi si spogliammo e ci infilammo nel sacco a pelo.Sulle prime ci facemmo qualche carezza, e qualche coccola, poi quando ci accorgemmo che il sacco a pelo era un po' stretto per quello volevamo fare, ne uscimmo e cominciammo a fare sul serio.Preso dall'eccitazione, mi buttai a pesce sui seni di Mimì, che sembravano scolpiti da Michelangelo da tanto erano perfetti, e baciai e leccai quei frutti strapazzandoli come meglio potevo:-Che meraviglia! Che meraviglia!- ripetevo ad alta voce tra una leccata e l'altra, mentre di lei non vedevo l'espressione, ma me la figuravo sorridente, non particolarmente felice, ma contenta di ciò che succedeva. Poi scesi verso il ventre, un po' pronunciato sul monte, ma di quella rotondità femminile che è ben lontana dall'essere definita �grasso� e infine affondai la lingua tra le sue cosce, leccandola sul pelo prima e poi sulle grandi labbra, poi le allargai le labbra ed entrai con la lingua, e piano piano sentii i suoi mugolii trasformarsi e diventare sempre più pronunciati ed eccitati. Gliela leccai finché non sentii che la mia erezione era diventata incontenibile e la penetrai. Continuammo finché non feci caso al rumore che ogni tanto veniva a disturbare le mie orecchie, prima, immerso in ciò che facevo non vi avevo badato, ma poi fu più forte di me voltarmi verso la fonte del rumore... vidi solo qualcosa che si muoveva a terra nel buio, ...