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La chiamano Mimì
Data: 13/12/2019, Categorie: Etero Autore: Dandy Rotten
... gradi per raccogliere le sue bambole dal carretto, il vestitino le si alzò e le scoprì le natiche rivelando strette mutandine rosa trasparenti che lasciavano apparire un fondo schiena che mi sembrò perfetto... mi accorsi subito che avevo un'erezione... non sapendo che fare, dato che la mia sessualità di allora era piuttosto acerba, mi sdraiai a terra, e tra l'erba e la terra bruna strofinai a lungo le mie parti intime in un principio infantile di masturbazione... non so quanto durò, ricordo solo che tornai a casa con gli abiti luridi tra il nero della terra e il verde dell'erba... nella mia fantasia giocavo con lei a rincorrere le farfalle, ma mentre io non ne prendevo una nemmeno a pagare, lei con una filastrocca innocente e un po' stupida le attirava tutte: farfallina, farfallina/ vieni qui sulla mia manina e poi la mia fantasia continuava con la rottura del suo vestitino da parte mia e delle bastonate sulle chiappe che nascondevano probabilmente una violenza fallica inconscia... naturalmente, nulla di tutto questo accadde, anche perché Mimì, che aveva tre anni in più del sottoscritto, in una eventuale rissa avrebbe sicuramente avuto la meglio.Gli anni passarono, e l'innocenza di quel mattino, di quel bambino e quella bambina, cedettero il passo ad altri eventi che il tempo, immancabilmente fece scorrere.Mimì negli anni delle scuole medie e del liceo, si era fatta bellissima, sempre bionda, anche se i suoi riccioli si erano persi per lasciare il passo a lunghi capelli ...
... lisci biondi, il suo corpo era diventato quello di una donna e di volta in volta la vedevo fidanzarsi con coetanei o con ragazzi un po' più vecchi... io che con i miei 3 anni di meno sembravo sempre il bambino sfigato della porta accanto, non avevo la minima possibilità.Finalmente, 15 anni dopo quel fatidico mattino di giugno, rividi Mimì in una delle più imprevedibili circostanze... a nostro vantaggio ci furono anche i tempi cambiati, io già prestavo servizio civile ad alcuni ragazzi disabili che frequentavano l'istituto professionale agrario, e Mimì era prossima a laurearsi in medicina......l'Adelphi era la discoteca afro-alternativa per eccellenza, c'ero arrivato in autostop, con abiti calcolati: camicia indiana di colore bianco, collana di perline al collo, pantaloni in pelle (finta), stivali da cowboy, cintura con placcato in ottone la foglia della canapa sulla fibbia e capello lungo... visto il freddo mi coprii le spalle con un serape messicano comprato al mercatino dell'usato, e lungo la strada di campagna venni caricato dalla prima auto che si fermò. Una grassona con occhiali tipo fondo di bottiglia e risata isterica mi fece salire e mi portò a destinazione.-Dai tuoi vestiti tipo Jim Morrison come'on baby light my fire si capisce che stai andando all'Adelphi!- mi disse tra una risatina e l'altra -Mia zia lavora al bar che c'è di fronte... mi racconta di quelle cose, ma di quelle cose...- e iniziò a raccontarmi ogni singolo episodio accaduto al bar di fronte all'Adelphi, ...