1. La chiamano Mimì


    Data: 13/12/2019, Categorie: Etero Autore: Dandy Rotten

    ... senza parole quando vidi che effettivamente, aveva tra le gambe una sberla che superava il mio uccello di almeno quei sette-otto centimetri.Il cameriere scappò via con i pantaloni aperti mentre Mimì scuoteva la testa!Tornammo a letto e ricominciammo...-Ti propongo una cosa alternativa!-Cioè?- le chiesi incuriosito-Sarò io a cavalcarti...-In che senso?-Tu mettiti sul letto a quattro zampe!-Oh... non è che hai un di quei cosi di plastica e me lo infili nel culo, eh? Perché... è vero che non ho mai provato, e non posso sapere se mi piace, ma se così deve essere, che almeno sia una cosa vera... piuttosto chiama il tuo cameriere...-Tranquillo, non è niente di tutto quello che pensi.Mi misi a quattro zampe e Mimì mi salì sulla schiena e iniziò a strusciarsi il pube sulla mia zona lombare facendomi l'effetto di un massaggio alla schiena che gradii parecchio, mentre le i si eccitava bagnandosi e bagnando di conseguenza la mia schiena... alla fine quando la penetrai e venni, le chiesi di fare ancora la cavalcata...-Ti è piaciuta, eh? Allora la facciamo la volta prossima!Tornai a casa attorno all'ora di pranzo, d'accordo con Mimì di rivederci al pomeriggio.La domenica passò spensierata, con Mimì che al parco cittadino mi camminava a fianco tenendomi a braccetto e con la testa sulla mia spalla... in quelle ore mi sembrò che il mondo fosse mio o che presto lo sarebbe stato, lei vestiva con abiti leggeri che lasciavano intravedere parecchio ben di dio... le altre donne la guardavano con ...
    ... sufficienza... qualche uomo con ammirazione.Il lunedì tornai in serizio uscii come al solito con la campanella scolastica delle 13. Gli studenti salivano sui loro scooter e ciclomotori, alcuni sulle auto dei genitori, altri ancora prendevano l'autobus.-Vuoi un passaggio?- mi chiese un collega che era in auto- o prendi l'autobus?- continuòmentre riflettevo rapidamente su cosa preferivo, un colpo di clacson catturò la nostra attenzione, da un fuoristrada, scese Mimì con una camicetta corta di colore rosa che le scopriva l'ombelico e un paio di attillatissimi jeans, mi salutò, si avvicinò e mi baciò.-Dai vieni che ti do un passaggio!Tra i presenti qualche commento si levò al nostro passaggio:-Hai capito il prof?!-Però che bionda!Salimmo sull'auto e ci dirigemmo lontano dalla scuola.-Dove andiamo?- le chiesi-Vedrai... c'è un posto che volevo mostrarti.Ben presto le strade divennero strette e ghiaiate, ci trovammo in aperta campagna. Mimì accostò in un luogo ombreggiato, pieno di frutteti, parcheggiammo l'auto e prendendomi per mano mi condusse in un punto dove su di un albero si poteva vedere una casa di legno.-La vedi? Il mio sogno è abitare lì!-Beh... chi non ha mai sognato di vivere in una casa simile--Io quando avrò preso la laurea, andrò in luoghi talmente estremi a curare la gente che case di questo genere saranno più comuni di quelle che siamo abituati a vedere--Studi medicina?-Non te l'avevo detto?-No...-Comunque sì!Tornammo all'auto e Mimì prese fuori dal baule la stuoia ...
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