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ADORABILI CREATURE 1: Luigina, la signora Bolis
Data: 12/01/2020, Categorie: Etero Autore: Roca
... schiena al contatto del corpo nudo, fresco che premeva contro il mio; il profumo di lavanda che colpì le mie narici era piacevole, nel fissarmi la sua espressione divenne quasi tenera e prima che potessi rendermi conto aveva posato la bocca sulla mia.Da principio trovai piacevole il contatto delle sue labbra ma poi quando sentii qualcosa che si insinuava nella mia bocca, la sua lingua credo, mi scostai, se non disgustato, almeno sorpreso.- Cosa c'é, non vuoi essere baciato? Sei uno sciocco, almeno vorrai scopare con il cazzetto duro che ti ritrovi! -Mosse il ventre per sentire il mio uccello, oh era osceno ma anche terribilmente eccitante sentire la sua pelle contro la mia. Le sue mani scesero lungo la mia schiena, il mio sedere e afferratomi dietro le cosce mi schiacciò contro di lei continuando a muoversi lubricamente, tentò ancora di baciarmi ma davanti al mio rifiuto desistette.Eravamo ai piedi dell'ampio letto matrimoniale, la guardai salire ginocchioni, lo fece senza curarsi di mostrare il deretano tondo, pieno, che a distanza di anni ricordo ancora dandomi dello sciocco per non aver saputo apprezzare una simile bellezza. Ma allora, alla vista di quelle chiappe esposte, di quel solco ombreggiato da peli nerissimi che si infittivano in un cespuglio folto là dove le natiche terminavano, mi chiedevo come poteva la moglie del notaio mostrarsi in una postura tanto indecente.La vidi sistemare con cura i cuscini, poi si voltò coricandosi, e la testa sui guanciali candidi ...
... mi sorrise.- Allora, cosa aspetti? -Divaricò le gambe, conscia dell'effetto che doveva fare sul ragazzetto timido che la guardava a bocca aperta col pene teso allo spasimo, doveva provare un piacere perverso vedendo come il mio sguardo vagava smarrito sui seni che malgrado la posizione si mostravano compatti, sodi, i capezzoli eretti. Anche se non volevo non potevo fare a meno di vedere il ventre ancora piatto, la vita stringendosi faceva coi fianchi una curva che si allargava nelle anche ampie, voluttuose.Le gambe erano lunghe e molto belle, le cosce possenti conducevano lo sguardo alla macchia dei peli, arruffata e scura, che celava il sesso e si diradava verso il basso lasciando vedere l'inizio delle natiche. - Cosa aspetti? su, vieni! -Mi tese le mani, il sorriso della signora era diventato suadente, invitante. Salii ginocchioni sul letto, fra le sue gambe. Lei afferrò il mio uccello e con mano sicura se lo puntò alla cieca fra le cosce, sentii i peli contro la cappella poi una morbidezza umida. L'altra sua mano mi ghermì dietro il sedere attirandomi sopra di lei, la mano mi schiacciò contro il corpo che sentivo sodo. . .Sei dentro di me, lo sai? - sussirrò al mio orecchio.Che emozione provai al contatto della sua pelle fresca ancora umida! E che contrasto col calore che attorniava il mio pene, si, ero dentro di lei, nella fica che non avevo ancora visto!Dai, cosa aspetti, scopami. . . sai come si fa vero? -Le sue mani si fecero leggere, sollevai le reni, la vulva della ...