1. Io Sono Elbe |7| Le Vite degli Altri


    Data: 20/01/2020, Categorie: pulp, Autore: Cigno

    ... invertito. Lei non era più la donna saggia, autorevole e misteriosa. Lui non era più il giovanotto sognatore, carismatico e gentile. Adesso lei era l'ospite e lui il padrone di casa. Le regole erano cambiate. Lui mostrava il petto nudo. Lei era a disagio. Una situazione del genere poteva svolgersi in un modo soltanto. Alice cercò di razionalizzare la situazione. Qualsiasi mossa era sconveniente. Qualsiasi frase poteva risultare fuori luogo. Poi si ricordò che razionalizzare tutto era ciò che faceva Alice di solito. Ma Alice non doveva esistere, in quella circostanza. A lei serviva Gaia. Doveva dunque perseguire la farsa. Doveva continuare a rimanere nel personaggio. “Saresti perfetto per una pubblicità della Hugo Boss.” disse lei. “Hugo Boss? Sai che al tempo dei nazisti era lo stilista incaricato di disegnare le divise delle SS?” disse lui. “Appunto. Per questo lo dico.” rispose Alice, di rimando. Lui la guardò intensamente. Lei stavolta non distolse lo sguardo. “Gaia...” disse, sospirando. “Norman...?” rispose lei, sentendo l'attrazione nei confronti del giovane. “Sei l'eurasiatica più affascinante che io abbia mai conosciuto.” disse lui. Alice, ormai diventata Gaia a tutti gli effetti, sorrise. Era un complimento. Una tecnica di abbordaggio. Nel chiaroscuro di quel salotto, i due si guardarono, sempre più vicini. Alice si domandò cosa avrebbe provato baciando Norman. Gaia non l'avrebbe pensato o immaginato. Gaia lo avrebbe fatto e basta. Lo baciò dunque con intensità, ...
    ... arpionando il suo corpo con le sue mani. Aveva atteso fin troppo di avventarsi su quel petto scolpito e su quelle spalle monumentali. Norman rispose con vigoria al bacio, offrendo il suo corpo in modo deciso, allungando anche lui le mani attorno a lei. Avvinghiati, uniti in un abbraccio intenso, corporale, carnale, i due si scambiarono effusioni ad occhi chiusi. Le lingue si intrecciarono in modo spasmodico all'interno delle due bocche diventate una bocca sola. Le mani di lui cinsero i glutei di lei. Le dita di lei graffiarono la schiena di lui. Nel giro di pochi minuti si ritrovarono sul divano. Alice/Gaia abbassò i pantaloncini di Norman, per poter godere della sensazione tattile sulle sue natiche. Norman alzò la maglietta di Alice con energia, al punto da strapparle una manica. “Ehi... piano. Così me la rompi.” disse Alice/Gaia, che intanto continuava a palpare e baciare senza sosta. Norman afferrò entrambi i seni, strigendole con forza. Alice avvertì un senso di dolore. Ricambiò strizzando potentemente le sue chiappe. Continuarono a baciarsi, sempre più intensamente. “E allora dimmi...Pensi ancora che io sia troppo giovane?” disse lui, addentando e mordendo i seni di Alice. “Penso tu sia rimasto troppo attaccato al seno materno...” Commentò Alice, gustandosi il trattamento riservato ai suoi seni. “Saresti una madre fantastica...” disse lui, mentre leccava un capezzolo con oscenità. “Saresti un figlio problematico...” rispose lei, mentre si faceva leccare. Non era ben sicura ...
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