-
Io Sono Elbe |7| Le Vite degli Altri
Data: 20/01/2020, Categorie: pulp, Autore: Cigno
... Che ne sarebbe rimasto, allora, di Gaia? Di Alice? Della testimonianza di Elizabeth? Solo dolore e cenere. Si rifiutò di accettarlo. Cercò di scalciare, finché non colpì qualcosa. Un urlo. Un rumore. La presa sulla bocca e attorno al suo petto allentò improvvisamente. Si ritrovò a sbattere sul ciglio della porta, per terra. Sentì un fragore alle sue spalle. Alcuni colpi secchi si susseguivano ritmicamente. Il fragore scendeva verso il basso, verso il buio. Qualche lamento. Poi, il silenzio. ----- Rimase in quella posizione per circa trenta secondi. Ansimante. Dopodiché, lentamente si alzò e cercò di osservare la scena alle sue spalle. Era buio. La scala sembrava non finire mai, talmente sprofondava verso il basso. Cercò di focalizzare meglio lo sguardo ma non riuscì a distinguere nulla. L'aveva buttato giù? Aveva perso l'equilibrio da solo? Si allontanò dalla porta dello scantinato. Raccolse il cellulare e iniziò a cercare le chiavi. Nessun lamento proveniente da quello scantinato. Frugò nei vuota-tasche del salotto e della cucina. Andò fino in stanza di Norman, per proseguire la ricerca. Quando pensò di averle trovate si diresse di nuovo verso il salotto. Diede un altro sguardo alla porta dello scantinato buio. Iniziò a piangere. Tradimento. Orrore. Ingenuità. Erano gli unici concetti che le passarono per la testa. Essi si alternavano con la rabbia. Il desiderio di morte. Volle dare uno sguardo a quei quadri tanto tristi e inquietanti, nella penombra del salotto. Paesaggi vuoti, come il suo animo. Decise di non volere andare a verificare le condizioni di Norman. Non poteva cedere, stavolta. Riuscì ad aprire ed uscire di casa, libera. Corse all'impazzata, nella notte Amburghese, come se il fiato non dovesse finirle mai. Alice, insieme a Gaia, si dispersero ancora una volta, nell'ombra.