1. Un incontro speciale


    Data: 02/02/2020, Categorie: Etero Autore: bingo26

    ... domandai.
    
    Fabrizia non avrebbe aspettato ulteriormente. Si inarcò all’indietro, premendo il proprio corpo contro di me, ma non appena lo fece, percependo per un istante il pulsare della mia erezione tra le proprie cosce, le afferrai i capelli con un gesto fulmineo e la spinsi via, allontanandola da me.
    
    «No» dissi con voce roca. «Voglio che tu me lo chieda. Dimmi che cosa vuoi.»
    
    «Scopami. Ti prego, scopami. Voglio che mi scopi.»
    
    La presi per i capelli e la attirai verso di me, penetrandola in fretta con un unico movimento. Era così bagnata che affondai senza fatica, arrivando al centro del suo corpo.
    
    Lei si abbandonò alla sensazione, godendosi il modo con cui la riempivo, in cui il mio cazzo incredibilmente cresceva ancora dentro di lei, diventando più grosso e più duro di come lo avessi già da prima quando eravamo sulle scale.
    
    Mi iniziai a muovere.
    
    Il mio cazzo si adattava perfettamente alla sua vagina, e sentì lei abbandonarsi alle sensazioni che cominciavano a inondarla, mentre la mia mano sulla sua schiena continuava a tenerla in posizione.
    
    «Dillo di nuovo» le dissi, percependo il suo contrarsi e affondando ancora di più con una spinta violenta, quasi brutale, simile all’impeto di un ariete.
    
    «Ah» fu l’unica cosa che Fabrizia riuscì a dire.
    
    «Stiamo scopando» dissi.
    
    «Sì» sospirò lei. «Lo so.»
    
    «Ed è quello che volevi?»
    
    Lei annuì, mentre un altro mio colpo violento per poco non le faceva sbattere la fronte contro la ...
    ... parete.
    
    «Rispondimi» dissi.
    
    «Sì.»
    
    «Sì, cosa?»
    
    «Sì, è quello che volevo.»
    
    «E che cosa volevi?»
    
    Sì, pensai, il mio cazzo incredibilmente stava diventando più grosso dentro di lei, la aprivo, la riempivo. Forzavo il centro del suo corpo perché si arrendesse.
    
    «Volevo che tu mi scopassi.»
    
    «Perché?»
    
    «Perché ho voglia di te, del tuo cazzo.»
    
    «Bene.»
    
    Accelerai il ritmo. Non c’era niente di tenero in questo, lo sapevamo entrambi; era pura lussuria animalesca, ma in quel momento andava bene così.
    
    Il potente desiderio sessuale che mi stava prendendo e che nei mesi passati era rimasto tranquillo, quasi insoddisfatto, quasi sotterrato da altri pensieri, era finalmente esploso, trovando appagamento.
    
    La afferrai di nuovo per i capelli, tirandole indietro la testa, cavalcandola, montandola come un cavallo. Fabrizia sussultò. Penso che la sua mente fu attraversata da sensazioni insolite, era confusa e quasi in preda al panico. Quel rapporto sessuale era inquietante e, al tempo stesso, gradito.
    
    Il mio respiro diventò affannoso, irregolare.
    
    Mentre venivo come un torrente dentro di lei, la colpì su una natica con la mano sinistra. Il bruciore fu immediato e doloroso, ma svanì in fretta, anche se il marchio delle mie dita le avrebbe segnato la pelle per ore. Ma lei emise immediatamente un gemito di piacere e subito dopo aprì la bocca quasi urlando:
    
    «Ahhh……siiiiiiiii !!!! ».
    
    Rimasi dentro di lei ancora per un po’, poi mi ritrassi. Penso che Fabrizia si sentì ...
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