1. Un incontro speciale


    Data: 02/02/2020, Categorie: Etero Autore: bingo26

    ... improvvisamente svuotata, non più invasa, piena fino all’orlo. Addirittura incompleta. Lo vidi di sottecchi dalla sua espressione che fece voltandosi leggermente. Fece per raddrizzarsi, ma il tocco deciso della mia mano alla base della sua schiena le lasciò intendere che doveva rimanere in quella posizione. Aperta ed esposta.
    
    Girando al testa verso di me vidi un sorriso sulle sue labbra: ero venuto in silenzio. Nell’apice del piacere c’è un tempo per parlare e un tempo per tacere. E poi era veramente tanto che non godevo così e con una donna bellissima e sensuale da stordirti.
    
    A quel punto dissi: «Vedo il mio sperma gocciolare fuori di te, colarti lungo le cosce, far risplendere la tua pelle… È una visione meravigliosa».
    
    «Non è oscena?» azzardò lei.
    
    «Al contrario, è bellissima. Non la dimenticherò mai. Se avessi la mia macchina fotografica, la immortalerei.»
    
    «E poi mi ricatteresti? Lividi e tutto?»
    
    «Forse i segni accentuano l’effetto comprensivo» commentai.
    
    Mi voltai verso la stanza. In un angolo c’era una piccola scrivania. Guardai Fabrizia e prima che potesse darsi una risposta, con una mossa repentina la presi in braccio, la portai verso la scrivania e la deposi al centro del piano di legno, sul quale c’erano solo un piccolo contenitore con alcuni oggetti di cancelleria, alcuni fogli in un angolo e una lampada da tavolo con il diffusore conico e il braccio orientabile.
    
    Seduta di fronte a me, ancora impregnata dell’odore del sesso impetuoso di poco ...
    ... prima, lei mi guardò con i suoi splendidi occhi. Non si poteva fare a meno di fissarli. Attiravano come un magnete il ferro.
    
    Le sfilai i jeans che portava ancora alle caviglie e poi il perizoma che era rimasto ancora di lato, su di una chiappa. Lo annusai impregnando il mio naso e la mia mente del suo odore. Lo gettai sul pavimento. Le tirai su le gambe e le feci appoggiare i piedi sul piano.
    
    «Allarga le gambe, per favore» le dissi in maniera più dolce rispetto a prima.
    
    Fabrizia obbedì, acutamente consapevole del proprio culo nudo sulla scrivania e del fatto che non si era lavata, che era ancora piena del mio sperma.
    
    La afferrai per le cosce all’altezza delle natiche e la tirai verso di me: adesso lei era sdraiata, con il sedere sul bordo della scrivania. Poi mi girai verso il letto addossato alla parete, presi un cuscino, le sollevai delicatamente la testa e glielo misi sotto. Quindi avvicinai la lampada, la accesi orientai la luce proprio sulla sua fica.
    
    Fabrizia fece un profondo respiro. Pensai che non era mai stata così aperta, in mostra, esposta. Sicuramente non era pudica, ma questo era una cosa nuova per lei, una certa forma di esibizionismo.
    
    Tirai a me la sedia della scrivania, mi sedetti e le fissai la fica umida, ancora aperta dopo la recente scopata.
    
    «Masturbati» le dissi. «Voglio guardare.»
    
    Fabrizia esitò. Questo era molto più intenso, molto più intimo che scopare. Mi conosceva appena, ma certamente la eccitava moltissimo stare davanti a me ...