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Un incontro speciale
Data: 02/02/2020, Categorie: Etero Autore: bingo26
... una mano per prendere la sua e lo aiutai ad alzarmi e a seguirmi. Ripassammo dalla sala ristorante, Maria era in cucina intenta a sistemare pentole e piatti, mentre Bartolomeo al bar stava discutendo di calcio con un paio di chiassosi avventori. “Salgo in camera” dissi a Maria, affacciandomi in cucina. Lei mi salutò cortesemente e impegnata com’era nemmeno si accorse che Marco era salito con me. Sulle scale mi fermai un attimo, mi girai verso di lui e gli stampai un grosso bacio sulla bocca, mentre con le mani gli tenevo stretto il viso ben rasato, dalla pelle delicatamente profumata. “Quando in camera avrai finito di spogliarmi, te ne darò un altro più bello ancora.” Mi girai di nuovo, salii gli ultimi gradini e giunta davanti alla porta della camera cercai nella borsa la chiave. Marco arrivò dietro di me subito dopo, mi baciò delicatamente sul collo, e mentre io cercavo ancora la chiave, mi cinse i fianchi e si appoggiò completamente contro di me, facendomi sentire il duro del suo pacco contro le mie natiche, che ne costatarono l’ardore e le notevoli dimensioni. Trovai la chiave ed aprii e quando fummo dentro lui chiuse subito la porta alle nostre spalle e… ************************************* ….Mi mossi verso di lei, con la calma e la pericolosità di una pantera che dà la caccia alla sua preda. Fabrizia incontrò il mio sguardo ma non volle arretrare. Il mio corpo fu percorso da un’intensa ondata di calore a mano a mano che mi avvicinavo a lei. La ...
... presi per una spalla, la feci voltare e la spinsi contro la parete accanto alla porta della camera. Le misi una mano alla base della schiena per farla inarcare. Il mio tocco le diede certamente una scossa di piacere perché ebbe un fremito. Fabrizia avrebbe voluto girarsi per vedermi in faccia, ma penso che fosse abbastanza brilla e stordita dal mio atteggiamento per farlo. Lei tenne lo sguardo inchiodato sul pavimento, cogliendo certamente con la coda dell’occhio i miei movimenti. Le avevo aperto la cintura e sbottonato i jeans. Li tirai giù fino alle caviglie con l’aiuto del movimento sensualissimo del suo bacino. Mi fermai un attimo a guardare il suo sedere. Era perfetto: bello alto, formoso, simmetrico, muscoloso, sodo. E poi il sensualissimo perizoma nero di tulle che indossava lo rendeva ancora più eccezionale. Terminai di contemplarlo e scostai di lato la sottile striscia di tessuto. Lei udì il fruscio che feci sbottonando la patta dei miei jeans e cercò di interpretarlo voltando leggermente la testa, ma prima di capire che cosa stava succedendo percepì il calore del mio cazzo in mezzo alle sue gambe, ero vicinissimo. Se Fabrizia si fosse mossa anche solo impercettibilmente, lo avrebbe sentito dentro di sé. Ma io non le aveva ancora chiesto di farlo. «È questo che vuoi?» chiesi «Dimmelo.» «Sì» sussurrò lei. La sua voce era carica di voglia. Non ero sicuro che sarebbe riuscita a trattenere un gemito se avesse parlato a voce più alta. «Sì, cosa?» ...