1. Tre iene e un lupo solitario


    Data: 09/02/2020, Categorie: pulp, Autore: Edipo

    ... una buona scorta. Sbigottì nello scoprire vuoti i cassetti e nel non trovare nulla per tutta la stanza. Uscì in cerca delle donne, le chiamava e richiamava sempre senza ricevere risposta e l'inquietudine si impadronì di lui, un sottile terrore gli invadeva le membra. Girò per tutte le stanze ma le uniche sembianze umane che incontrò furono quelle dei suoi antenati che lo fissavano dai ritratti appesi alle pareti. Non gli restò che scendere in cantina e da qui finalmente delle voci lo guidarono. "Ma che fate qui, è tanto che vi cerco", disse a Rosalba prima e seconda che lo attendevano ai piedi della scala a chiocciola. Mentre lui scendeva, la porta si chiuse alle sue spalle e Rosalba piccola gli fece una smorfia che le deformava il viso. "Ma che succede?" Aveva appena finito di scendere gli scalini che un ceffone scagliato da Rosalba media lo colpì in pieno viso, scagliandolo a terra. "Finalmente!", esclamò, come se si fosse liberata di un gran peso. Lancillo, a terra, fissava attonito le tre femmine che lo avevano circondato e che lo riempivano di insulti. "Povero imbecille, davvero pensavi che tre pezzi di fica come noi potessero essere accontentate da un coso insignificante come il tuo?" "Fossi stato almeno bello, ma fa impressione anche guardarti!" "E io ho dovuto darla per la prima volta a un mezzo impotente!" "E io? Tuo padre ce l'aveva il triplo del suo e ho dovuto fingere che mi facesse godere come una vacca!" "Non riesci a spiegarti la nostra trasformazione, vero? ...
    ... Ma siamo venute qui con questo scopo fin dall'inizio, tuo cugino che ti ha sempre disprezzato, quando gli hai scritto per farti mandare dei servitori ha pensato a noi e ci ha detto: vi offro un castello, sta a voi guadagnarvelo. Ci conosceva bene, io e lei da vent'anni lavoriamo in coppia e deliziamo gli uomini che sognano di farsi insieme una mamma e una figlia. Ci ha dato l'occasione di sistemarci." "Hanno trascinato anche me che non volevo venire in questa topaia..." "Ma adesso hai capito che ci conveniva, ha fatto testamento e tutto, adesso, è nostro." Il barone balbettava e la bava gli scorreva di bocca. "Vvoi, vvvolete uccciderrmi, nonn é possss...non potette, non..." "Non è necessario, semplicemente ti chiuderemo qui e ti lasceremo senza le tue polverine." "Ma così...mmmorirò...non...non posso sstare ssenza, io..." "Sappiamo che senza quegli intrugli morirai del tuo strano male. Diremo che hai avuto un attacco più forte del solito, che ci avevi minacciato di mandarci via se avessimo chiamato soccorso e che ti abbiamo trovato morto nel tuo letto dove ti riporteremo cadavere. Sarai sepolto vicino a quella troia di tua madre e noi erediteremo tutto, venderemo questo rudere e quello che c'è dentro e andremo via da questo schifosissimo paese." Il barone sembrò improvvisamente calmarsi e tornò a parlare senza tremare. "Voi non sapete cosa state facendo, vi supplico, le conseguenze sarebbero spaventose..." Gli risero in faccia. Fu Rosalba piccola ad avere l'idea dell'ultimo ...
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