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Odette: oui je suis putaine, 2a parte
Data: 09/02/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: sexitraumer
... il suo fidanzato, e quindi di lì a poco quasi sicuramente suo marito: prese decisa per mano Giuseppe e se lo portò dietro fino a dare le proprie spalle al muro; quindi fermato Giuseppe davanti a lei, lo baciò in bocca facendogli capire cosa intendeva lei per un bacio; soprattutto qualche istante dopo quando gli stava sciabolando in bocca la lingua in cerca di quella di lui. Giuseppe, teso come la corda di un arco, fornì timidamente la sua lingua a quella esploratrice di lei, poi Addolorata spontaneamente mise le sue mani in basso ai pantaloncini del suo amichetto, ormai già da qualche istante il suo ragazzo, e si assicurò di trovare un duro bozzetto in crescita, ed…indurimento. L’esplorazione palpeggiante di Addolorata diede l’esito sperato e, decisa mentre lui si godeva come piacevolissima novità la sua lingua e la bocca (famelica), gli prese quella fava di carne indurita in mano avvolgendolo e stringendolo, e dopo un paio di tiri, se lo portò dentro la casa della corte, la cui porta era solo accostata data la nota povertà dei conduttori del piccolo appartamento. Giuseppe era spaventato dato che stavano entrando in una casa di cui non sapeva niente. Addolorata gli disse che il perpetuo della parrocchia, in quel momento assente, era suo zio, e che doveva star tranquillo…e mettersi nelle sue mani. Non sarebbe loro accaduto nulla, anche se li avessero sorpresi lì dentro. Addolorata sapeva comandare, e senza mollare la presa da quella fava di carne che sentiva pulsare per via ...
... della sua stretta nel palmo, portò Giuseppe sul letto della casa, e qui tiratasi su la gonna offrì il suo sesso ben peloso scuro alla vista di Giuseppe che d’istinto lo toccò più volte accorgendosi che si bagnava movendo le dita o la mano per carezzarla. Addolorata dopo un po’ di maldestre carezze qualsiasi di lui su quella sua ampia vulva lo fece abbassare sul letto. E prima che Giuseppe potesse rendersene conto la bocca di lei aveva già “mangiato” cappella ed asta andando su e giù, più e più volte velocemente e lentamente, poi di nuovo velocemente e con i denti. A Giuseppe, sconvolto per quella pratica esperta della compagna adolescente al pari di lui che la osservava metodicamente infoiata sul suo…cazzo sembrò che il cuore volesse uscirgli dal petto non appena lei piazzava la sua lingua calda e piena di saliva sopra la cappella, lì al centro da dove gli uscivano pipì e, da qualche tempo, anche il biancastro e denso seme caldo, che dava – scoprì il ragazzo – molta soddisfazione ad espellerlo. Il primo bocchino della sua vita, e da una ragazza coetanea per giunta ! La sua mente sconvolta non ebbe né il tempo né il desiderio di chiedersi dove questa ragazza un po’ pingue e appena carina avesse imparato certe pratiche…e certo non a messa dove i suoi genitori lo portavano, volente o nolente. La presa in mano della sua asta, leggera per carezzar col palmo caldo, era esperta quanto quella in bocca: sicura e arricchita dalla mobile lingua. Nel frattempo gli si presentò una nuova ...