1. L'epopea delle candele - terza e ultima parte.


    Data: 26/02/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark

    ... tutto.
    
    - Serve per infastidire la minus quam merdam ingabbiata. – Risposi in modo che tutti sentissero. – Sta troppo comoda così ferma ed è meglio stimolarla un po’.
    
    - Si proceda dunque!
    
    Valentina si mise da una parte e la stessa laureata dall’altra. Entrambe presero gli elasticini e cominciarono a tirarli per mollarli, lasciando così dei sottili segni rossi sulle cosce di Lucia, che ogni volta – per quanto bloccata – sobbalzava come se prendesse delle scosse. Ogni volta il buco del culo si stringeva attorno al cero, come se volesse strozzarlo, ma il cero era più forte di lei e la scena si trasformava in un altro spettacolo meraviglioso, con la fiammella che segnava simpatiche volute appena fuori dalla gabbia.
    
    - Posso procedere, mentre la molestate? – Chiesi alla festeggiata.
    
    - Certo! – Rispose. – La smetteremo quando lei ce lo dirà.
    
    Allora infilai lamano dalla fessura collocata sotto il cero e andai ad avvolgere con la mano la vulva di Lucia. La quale sobbalzò ancora ma poi si lasciò andare nella mia mano.
    
    - Forza! – Dissi alle due che si erano distratte per guardarmi. – Tirate quegli lasticini!
    
    E così la povera Lucia continuò a stringere il cero con l’ano e a strofinare la figa sulla mia mano.
    
    - È vietato masturbare le matricole – spiegai, – ma le matricole possono masturbarsi. E difatti è la minus quam merdam che si sta masturbando sulla mia mano, eccitata dal cero nel culo e dalla grande esposizione.
    
    Un sofisma, forse, ma ineccepibile. In ...
    ... pratica erano le due donne, Valentina e la laureata, a masturbarla sulla mia mano. Io mi limitavo a tenere in mano la vulva.
    
    D’un tratto la povera infelice iniziò a venire e cominciò a dare qualche botta di bacino. Le tenni ancora la figa in mano perché sarebbe stata un’assurda sofferenza per lei se l’avessi abbandonata subito. Poi però, quando sentii che i movimenti erano incontrollati, capii che ormai l’orgasmo andava avanti da solo e sfilai la mano.
    
    Il cero nel culo iniziò a sbattere in su e in giù, scrivendo con la fiammella dei ghirigori psichedelici. La scena era bellissima e guardavamo Lucia quasi ipnotizzati dalla sua reazione orgasmica.
    
    - Forza ragazzi! – Gridò la festeggiata. – È adesso che dovete provare ad accendervi la sigaretta!
    
    Sapendo che l’orgasmo sarebbe finito presto, tutti si fecero sotto per accendersi la sigaretta e poter raccontare per tutta la vita l’incredibile serata di quella festa della matricola. Non era facile star dietro alla fiammella,ma il gioco era bello proprio per quello.
    
    Si fecero sotto a frotte, ridendo e scherzando, a volte scommettendo sui tempi. Si accese la sigaretta anche Valentina, che notoriamente non fumava. Era talmente eccitata che se solo la toccavo veniva anche lei come la rana di Pascal.
    
    Quando mi accesi io la sigaretta, dava solo dei colpi i bacino poco pronunciati e dopo lunghi secondi di pausa. In pratica era venuta, ma il cero continuava a stimolare i suoi movimenti condizionati.
    
    La festa riprese e ...
«12...567...10»