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L'epopea delle candele - terza e ultima parte.
Data: 26/02/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark
... continuò finché non fu necessario spegnere i ceri. Valentina spense il cero nel culo di Lucia in gabbia dandole delle manate come se volesse spingerglielo dentro di più. Alla fine dovemmo liberare le matricole, sfilare loro i mozziconi di candela, togliere i bavagli e lasciarli ricomporre. Poi Valentina diede gli appuntamenti affinché le matricole castigate venissero a fare i pompini a me e ai miei aiutanti, quindi tornammo a casa. Scopammo come ricci. 9. - Come ti è sembrata la serata di ieri? – Le domandai la mattina dopo a letto. - Sublime, – rispose. – Per fortuna io sono dalla tua parte… he he - E della laureata, cosa ne pensi? - Una troia, – disse. – Non vorrei mai finire nelle sua mani. Squillò il telefono. - Pronto? – Aveva preso la linea Valentina. Mise la mano sulla cornetta. - Nominando il diavolo… – disse sorpresa, passandomela. – È lei, la laureata… La presi domandandomi cosa volesse. - Buongiorno. – Disse presentandosi, – Come va stamattina? - Bene, – risposi, continuando a domandarmi cosa volesse. - Vedo che sei con il tuo braccio destro, – osservò. – Si chiama Valentina, vero? - Si infatti. A cosa devo l’onore della telefonata da parte di una neo-dottoressa? - Dottoressa del buco del culo – aggiunse Valentina bisbigliando con un ghigno. Me lo spiegò e mi chiese se ero d’accordo. Ci pensai, guardai Valentina e poi e dissi di sì e chiusi la telefonata. - Cosa voleva? – Mi domandò curiosa Vale. - ...
... Vuole seviziare te e venire a letto con me. – Risposi candidamente. - E tu le hai detto di sì??? - Lo hai sentito. - Ma sei impazzito? – Sbraitò. – Io, il tuo braccio destro, la donna che si è fatta in quattro per farti divertire nel sadomaso. Io, la donna che dicevi di amare… - È appunto perché ti amo che voglio vederti umiliata da lei. Quella sera la laureata si presentò regolarmente alle 21. Salutò me con enfasi ma non cagò neanche di striscio Valentina, alla quale mise in mano la giacca che si era tolta. Poi mi abbracciò e baciò, come se la mia amica non ci fosse. Iniziò a spogliarmi. - Mi hai fatto trovare il necessario? – Chiese. - Certo, Valentina ha messo tutto lì sul tavolo. Si girò a guardare e vide soddisfatta la presenza di ceri, legacci, fruste, clisteri e quant’altro. Avevo ordinato a Vale di tirar fuori tutto quello che le dava fastidio e lei aveva obbedito. Poi si girò a guardare Valentina che, come d’accordo, ci mostrava la schiena stando in piedi. Un vestito a tubino metteva il risalto la parte più bella di lei, il culo. - Fantastica… – Commentò. – Ma è ancora vestita. - Valentina, per favore, spogliati del tutto. – Le ordinai con gentilezza. E Valentina con enorme imbarazzo cominciò, abbassandosi la cerniera del vestito e lasciandolo cadere in terra. Portava mutandine bianche e, ovviamente, autoreggenti scure. Era bellissima e avvertii il senso del desiderio della laureata che la guardava allupata. - Via tutto! – Ordinò. – ...