1. Principe azzurro e principe nero


    Data: 27/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano

    ... davanti al marinaio di colore. Con titubanza prese in mano quella cosa stupenda e la sua piccola mano non riusciva a circondarla tutta. Una goccia di precum si era formata sulla punta e subito la lappò via con la sua linguetta. Mmmmm, aveva un ottimo sapore.
    
    “Lo sapevo che avresti reagito così. Non puoi negarlo a te stesso. Tu sei una troia nata e non puoi resistere alla tua natura di puttana”.
    
    Sentito questo, Leo si staccò subito. “No, no, io so resistere. Non voglio farlo”.
    
    “Non dire cazzate”. Gli prese la testa e gli ficcò la cappella in bocca rudemente. Le sue piccole labbra carnose si aprirono al massimo e fecero fatica a contenere il grosso pezzo di carne dura. “Adesso ti scopo la bocca e ti sfonderò la gola, puttanella. Te lo ficcherò più in fondo possibile”, e così fece. A Leo mancava l’aria e, quando quello spingeva giù, era soffocato dai rigurgiti e dall’eccessiva salivazione che si produceva.
    
    Dopo non molto, con un grugnito, gli scaricò in bocca il contenuto delle sue palle. Il ragazzo fu “costretto” ad ingoiare tutto quel bendiddio e si rese conto che gli piaceva moltissimo. Quello sperma aveva un ottimo sapore, diverso da quello di Enrico, ma a questo non pensò per niente in quel momento. Si sentiva soddisfatto di aver fatto godere un maschio così ben fornito. Ma non era finito. Quel minchione era ancora rigido come un grosso tronco.
    
    “Adesso tocca al tuo culo. Adesso ti sfondo veramente, come non ti ha mai sfondato nessuno”.
    
    Le grosse mani ...
    ... dell’uomo non ebbero difficoltà a togliergli rapidamente la maglietta e le mutandine che indossava, lasciandolo completamente nudo, sdraiato sulla moquette, alla sua mercè. Lui rimase inerte a guardare il marinaio che lentamente si andava spogliando davanti a lui. Via il cappello, via la giacca, via la cravatta, via la camicia (che torace scolpito!), via le scarpe, via il pantalone con le mutande assieme, via i calzini. Quel perfetto fisico bronzeo da statua greca era tutto esposto alla sua bramosia. Gli occhi lo fissavano feroci. Era pronto allo scatto ed infatti gli fu subito addosso.
    
    Gli alzò le gambe, lo prese per le caviglie, puntò il grosso membro al suo buco più intimo che ancora profumava della sborra dell’altro e, senza alcuna preparazione ma grondante ancora della sua saliva, con una potente spinta gli entrò dentro. Leo lanciò un urlo ma il maschio, incurante o forse eccitato dal dolore che gli stava procurando, con altre due spinte gli sprofondò completamente la mazza fino in fondo, ed anche oltre. Le urla che seguivano i potenti colpi non facevano altro che imbufalirlo ancora di più.
    
    “Ti sto sfasciando il culo come meriti, lurida cagna”. Infatti il corpo del ragazzo reagì come quello di una cagna in calore. Ormai urlava e si dibatteva ma di piacere sotto i rapidi e bestiali colpi a cui era sottomesso. Dopo una mezz’ora di tale trattamento lo sfintere e tutto il retto non fecero più alcuna resistenza e cedettero completamente. Il buco si era trasformato in una ...
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