1. Un etero convertito


    Data: 02/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    ... Stefano.
    
    “Non dormivi ancora, vero?”
    
    “No”
    
    “Scusami, Franco, ma sapendo che sei qui, non sopportavo di stare da solo nella mia camera. Ti secca, se mi fermo ancora un po’ con te?”, e si avvicinò nella luce ambrata dell’abat-jour.
    
    Si sedette sulla sponda del letto e io mi tirai da parte, facendogli posto. Si sdraiò allora accanto a me, inevitabilmente a contatto di pelle. Era disteso sul fianco sinistro, puntellato sul gomito. Il suo ginocchio ripiegato mi sfiorava la coscia.
    
    “Sono felice che siamo insieme di nuovo… dopo tanto tempo…”, mi disse piano, e gli occhi gli brillavano.
    
    Gli sorrisi in risposta e gli sfiorai la guancia con un dito. La barba che gli incorniciava il volto era incredibilmente morbida. Lui non si scostò, continuando a fissarmi con i suoi incredibili occhi di giaietto.
    
    “Sai, mi ha fatto un effetto strano sentirti dire che… che ti piaccio.”, disse dopo un po’.
    
    “Spero che non ti abbia dato fastidio.”
    
    “No, è… è che non me lo sarei aspettato. È così lontano dalle mie esperienze di vita… voglio dire, sentirmi dire da un uomo che gli piaccio… e pensare che… che magari vorrebbe…”
    
    L’imbarazzo, che gli si leggeva in volto, lo rendeva ancora più affascinante. Dio, cosa non avrei dato per stringerlo a me in un abbraccio senza ritorno! Cercai disperatamente di reprimere l’erezione che cominciava a montare e che fra un po’ sarebbe stata inequivocabilmente evidente, visto che avevo solo le sue mutande troppo larghe e stavamo distesi sopra le ...
    ... lenzuola. E d’un tratto mi colse tutto il ridicolo della situazione.
    
    “Scusa, Stefano, - feci sorridendo - ma ti rendi conto che siamo due persone di quarant’anni e stiamo qui, a balbettare come due ragazzini imbranati?”
    
    La cosa fece sorridere pure lui e in quel momento mi accorsi che aveva spostato il braccio in modo da coprirsi l’inguine con la mano.
    
    “Non dirmi che sta venendo duro anche a te!”, esclamai, abbandonandomi ad una risata liberatoria.
    
    “Oh, insomma! Non prendermi in giro. – sbottò, togliendosi la mano dall’inguine e poggiandomela sul petto – Credi che non abbia capito cosa vorresti? Credi che non mi sono accorto come mi hai guardato tutta la sera?”
    
    “Hai ragione, scusami. Dev’essere imbarazzante per te.”
    
    Ma intanto avevo fatto in modo di spostare la destra in modo da poggiarne il dorso alla sua erezione. Lui sembrò non accorgersene.
    
    “No, non è questo. Ti capisco… Quello che mi imbarazza è… è che non so se… se sono capace… Perché credi che sono qui?”
    
    L’espressione intenta del suo volto mi catturò, lo fissai negli occhi e i suoi occhi mi trapassarono l’anima. Poi lo vidi chinarsi lentamente verso di me e sentii le sue labbra socchiuse sfiorare le mie. L’emozione mi travolse, la sensazione della morbidezza delle sue labbra, del suo respiro leggero che penetrava attraverso le mie… Oh, perdonatemi, ma davvero non riesco a descriverlo: per certe cose le parole sono troppo povere.
    
    Le sue labbra indugiavano incerte sulle mie, quando spinsi fuori ...
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