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Un etero convertito
Data: 02/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
... la lingua e gliele forzai, mentre gli passavo le braccia al collo e lo stringevo in un abbraccio spasmodico, tirandomelo addosso. Per un attimo la mia focosità lo sconcertò, ma subito dopo ricambiò l’abbraccio e le sue labbra si aprirono, accogliendomi nella sua dolcissima intimità. Fu un bacio che durò una vita e valse una vita. Mentre le nostre lingue si avvinghiavano in una frenetica danza d’amore, le mie mani esploravano il suo corpo, gli si infilavano sotto la maglietta, sotto la cintura delle mutande a impastargli le natiche levigate. Ero come impazzito e ben presto la mia pazzia si trasmise anche a lui: senza che le nostre labbra si staccassero, mi ribaltò, portandomi sopra di sé e stavolta furono le sue mani ad esplorarmi la schiena e le natiche. Se la mia anima avesse potuto staccarsi e aleggiare nella stanza, avrebbe visto due corpi che si dibattevano in una lotta senza esclusione di colpi, una lotta che li faceva gemere e sospirare. Ma la nostra non era una lotta senza esclusione di colpi: era invece il tentativo di due corpi febbricitanti di fondersi in un unico organismo vibrante d’amore. Poi, d’un tratto, il corpo di Stefano mi si irrigidì fra le braccia e lui emise un lungo gemito ...
... convulso, mentre sentivo un’emissione calda spandersi fra i nostri corpi stretti nell’abbraccio. Quando gli spasimi si placarono, Stefano si staccò da me: avevamo entrambi la pancia e gli indumenti fradici di sborra. “Scusami, - fece lui con aria quasi vergognosa – sono venuto come un ragazzino…” “E’ una cosa bellissima, amore…” “Come mi hai chiamato?” “Amore. Ti secca?” “No… Andiamo a lavarci, vieni.”, e fece per alzarsi. “Aspetta, - lo trattenni – mi piace l’odore del tuo sperma.”, e appoggiai la guancia sui suoi slip bagnati, respirando a fondo l’aroma pungente del suo seme… Poi, d’istinto, gli abbassai l’elastico, gli afferrai con due dita l’uccello ormai molle e glielo presi in bocca. Sentii che si irrigidiva, ma non mi fermai: glielo avvolsi con la lingua, raccogliendo e gustando la bava che lo copriva, finché lo sentii fremere, pronto a riprendere vita. Tornai allora a stendermi accanto a lui e Stefano mi passò un braccio sotto la nuca, stringendomi a sé. “E pensare che fino a stamattina ero un etero convinto”, sospirò. “E adesso?” Stefano mi diede un bacio leggero sulla fronte: “Adesso sono un etero convertito.” “Ti dispiace?” “Finché mi resti vicino, no.” .